Come in molti già sanno, in questa sezione del nostro GameCenter sono da tempo presenti applicazioni pensate per supportare chi lavora nell’ambito del potenziamento cognitivo e della riabilitazione. In particolare questi programmi sono pensati per lavorare su attenzione sostenuta, attenzione selettiva, attenzione divisa, aggiornamento di memoria di lavoro e flessibilità cognitiva.

Premesso che non è possibile condurre un training che verta esclusivamente su una singola funzione cognitiva, potremmo schematicamente classificare queste applicazione nel seguente modo:

 

Attenzione sostenuta e selettiva. Sicuramente possiamo far rientrare in questa categoria le applicazioni Barrage e Occhio di Falco, in particolare per l’attenzione selettiva visiva. Anche l’NBack, grazie all’ampia possibilità di personalizzazione, può essere usato come un compito di attenzione selettiva e sostenuta data la possibilità di impostazione del tipo di stimoli e durata dell’esercizio. Data la possibilità di incrementare la durata e l’intensità della compito, anche il PasatWeb può richiedere uno sforzo prolungato di concentrazione (grazie alla possibilità di scegliere il numero di stimoli), di attenzione selettiva e inibizione dell’interferenza (introducendo informazioni discordanti presentate simultaneamente).

 

Attenzione divisa. L’NBack, visto che si può impostare in modo da dover svolgere più compiti simultaneamente (visivo, visuo-spaziale e uditivo), può essere usato per lavorare sull’attenzione divisa.

 

Aggiornamento di memoria di lavoro. Sia l’NBack che il PasatWeb (e Tutto Sommato, la sua variante ludica) possono essere modulati in base a quanto si decide di lavorare sulla memoria di lavoro, sia uditiva che visiva e visuo-spaziale.

 

Flessibilità cognitiva. Il Barrage, scegliendo l’opzione “stimolo variabile” (con cambio di stimolo a intervalli temporali o in base al risultato), impone al soggetto di passare in maniera rapida da un compito a un altro, richiedendo abilità di flessibilità cognitiva.

Molti compiti identici o quanto meno simili a quelli qui proposti sono stati utilizzati in numerose ricerche sull’efficacia di training e riabilitazioni di attenzione e funzioni esecutive.

Esercizi di attenzione sostenuta, selettiva, alternata e divisa erano presenti già dal circa 30 anni nell’Attention Process Training (APT) di Sohlberg (Sohlberg et al., 1987) la cui efficacia, almeno nel breve termine, è stata già dimostrata nella riabilitazione delle componenti attentive dei traumatizzati cranici (Zoccolotti et al., 2011).

Un’altra ricerca (Serino et al., 2007) riguardante sempre la riabilitazione neuropsicologica con i traumatizzati cranici ha utilizzato alcune varianti del PASAT per stimolare l’esecutivo centrale. Il gruppo di pazienti ha mostrati miglioramenti significativi in tutti i test utilizzati per valutare le funzioni esecutive e l’impatto dei deficit sulla vita quotidiana (miglioramenti che invece non si erano osservati in un precedente periodo di riabilitazione con in stimolazione aspecifica della stessa durata).

Uno studio condotto su pazienti con cerebrolesione acquisita (Åkerlund et al., 2013) ha evidenziato miglioramenti sul livello cognitivo, la memoria di lavoro e la salute psicologica. Il training era tutto incentrato sulla memoria di lavoro visuo-spaziale.

Una ricerca condotta invece su afasici (Zakariás et al., 2016), seppur con evidenti limiti metodologici, lascia intravedere la possibilità che un training di memoria di lavoro verbale (n-back) possa contribuire al miglioramento delle capacità di comprensione verbale.

Una variante per bambini chiamata Pay Attention! è stata utilizzata con successo con un gruppo di bambini con ADHD (Kerns et al., 1999) in un training per l’attenzione della durata di 8 ore (16 incontri in 8 settimane). Tali bambini, rispetto a un gruppo di controllo che svolgeva altre attività, sono migliorati su molti parametri, sia in test di performance su attenzione e funzioni esecutive sia in ambito scolastico (valutazioni di insegnanti e punteggi in matematica).

Molto rilevante è una ricerca di Pedullà e collaboratori del 2016 hanno condotto, in un gruppo di soggetti affetti da sclerosi multipla, con periodo di training cognitivo della durata di 8 settimane (per un totale di 20 sedute da 30 minuti ciascuna). Paragonati al gruppo di controllo, i soggetti hanno mostrato un miglioramento in quasi tutti i test utilizzati nella ricerca, anche in quelli utilizzati nel follow-up a 6 mesi.
La cosa che può interessare molto chi utilizza le app del GameCenter è che in questa ricerca, gli esercizi utilizzati erano essenzialmente 3: uno basato sullo span visuo-spaziale (simile a quello che può essere ricreato tramite Matrici), una variante del PASAT (simile al PasatWeb ma quest’ultimo è molto più personalizzabile) e una variante dell’n-back (simile al nostro NBack ma, anche in questo caso, la nostra versione consente molte più personalizzazioni).

Una pubblicazione (Carretti et al., 2013) riporta effetti significativi su pazienti con aMCI dopo un training di memoria di lavoro. In particolare i miglioramenti riguarderebbero la capacità di apprendimento mnemonico e la capacità di ragionamento.

Molte ricerche si sono concentrate anche sul training cognitivo in soggetti “sani”. Una ricerca condotta su persone anziane (Shatil et al., 2014) ha mostrato gli effetti di un training su attenzione e funzioni esecutive: in particolare i soggetti del gruppo sperimentale, rispetto a quelli del gruppo di controllo, hanno ottenuto un miglioramento nei punteggi dei test incentrati su memoria di lavoro, attenzione selettiva, flessibilità cognitiva e intelligenza non verbale.
Risultati simili sono riportati da Cantarella e collaboratori nel 2016: in seguito a un training di memoria di lavoro, un gruppo di anziani ha mostrato un incremento nelle performance in test di ragionamento e nella capacità di problem solving nella vita quotidiana.

Uno studio condotto su bambini di scuola elementare (Alloway et al., 2013) e incentrato sull’allenamento di memoria di lavoro (con esercizi in parte simili a quelli che si possono in parte accomunare ad alcuni presenti nel GameCenter) ha comportato un incremento nei punteggi dei test del QI e nelle abilità di spelling.

Un interessante esperimento (Cuenen et al., 2015) ha testato l’influenza di un training di memoria di lavoro visuo-spaziale (di 5 settimane) sulle abilità di guida, ottenendo risultati positivi.

Compiti di attenzione sostenuta, selettiva, alternata e divisa sono compresi nel famoso Una ricerca di Jaušovec e Jaušovec del 2012 ha mostrato un incremento nei test di intelligenza fluida (con prove di ragionamento sia verbali che visuo-spaziali) in un gruppo di studenti universitari a seguito di un training di 30 ore incentrato sulla memoria di lavoro. I compiti proposti erano in gran parte simili a quelli presenti in Matrici e NBack.

Ovviamente le ricerche in questo campo sono molto più numerose e questo articolo non va inteso come una sorta di revisione della letteratura. Si tratta piuttosto di un tentativo di mostrare al lettore alcuni dei possibili utilizzi che queste applicazioni potrebbero avere e alcuni riferimenti scientifici che ci hanno ispirati nel loro sviluppo.

Bibliografia

Åkerlund, E., Esbjörnsson, E., Sunnerhagen, K. S., & Björkdahl, A. (2013). Can computerized working memory training improve impaired working memory, cognition and psychological health?. Brain Injury27(13-14), 1649-1657.

Alloway, T. P., Bibile, V., & Lau, G. (2013). Computerized working memory training: Can it lead to gains in cognitive skills in students?. Computers in Human Behavior29(3), 632-638.

Cantarella, A., Borella, E., Carretti, B., Kliegel, M., & Beni, R. (2017). Benefits in tasks related to everyday life competences after a working memory training in older adults. International journal of geriatric psychiatry32(1), 86-93.

Cuenen, A., Jongen, E., Brijs, T., Brijs, K., Houben, K., & Wets, G. (2015). Training working memory of older drivers: the effect on working memory and simulated driving performance.

Jaušovec, N., & Jaušovec, K. (2012). Working memory training: improving intelligence–changing brain activity. Brain and cognition79(2), 96-106.

Kerns, K. A., Eso, K., & Thomson, J. (1999). Investigation of a direct intervention for improving attention in young children with ADHD. Developmental neuropsychology16(2), 273-295.

Serino, A., Ciaramelli, E., Santantonio, A. D., Malagù, S., Servadei, F., & Làdavas, E. (2007). A pilot study for rehabilitation of central executive deficits after traumatic brain injury. Brain Injury21(1), 11-19.

Shatil, E., Mikulecka, J., Bellotti, F., & Bureš, V. (2014). Novel television-based cognitive training improves working memory and executive function. PLoS One9(7), e101472.

Sohlberg, M. M., & Mateer, C. A. (1987). Effectiveness of an attention-training program. Journal of clinical and experimental neuropsychology9(2), 117-130.

Zakariás, L., Keresztes, A., Marton, K., & Wartenburger, I. (2016). Positive effects of a computerised working memory and executive function training on sentence comprehension in aphasia. Neuropsychological rehabilitation, 1-18.

Zoccolotti, P., Cantagallo, A., De Luca, M., Guariglia, C., Serino, A., & Trojano, L. (2011). Selective and integrated rehabilitation programs for disturbances of visual/spatial attention and executive function after brain damage: a neuropsychological evidence-based review. Eur J Phys Rehabil Med47(1), 123-147.

Contattaci

Non siamo attualmente disponibili, ma puoi contattarci scrivendo qui. Risponderemo appena possibile!

Scrivi e premi invio per avviare la ricerca