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Sono passati diversi anni dall’ormai famosa legge 170/2010 che regolamenta le questioni inerenti la dislessia e gli altri disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), soprattutto in ambito scolastico, ma nonostante ciò ci si imbatte ancora in informazioni fuorvianti, ambigue, talvolta contrastanti fra loro. Se da un lato è nota la facilità con cui si trovano in rete indicazioni sui segni di sospetto DSA, dall’altro è molto più difficile orientarsi riguardo alle scelte su chi interpellare per una diagnosi. 

Il motivo è molto semplice: dall’entrata in vigore della legge 170/2010, molte regioni non hanno emanato alcuna normativa che regolamenti la questione al proprio interno. Le regioni che si sono mosse su questi temi lo hanno poi fatto in modi tra loro molto differenti e questo ha creato non poche confusioni fra persone coinvolte a vario titolo provenienti da diverse parti d’Italia, che quotidianamente si confrontano su questi temi. Aggiungiamoci la difficoltà con cui di solito si risale ai documenti ufficiali e il fatto che raramente vengano scritti con un linguaggio semplice… Non c’è da stupirsi nell’incontrare genitori quanto meno stressati che cercano soltanto di capire cosa fare!

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Di fronte a un bambino o a un ragazzo con difficoltà, spesso non si sa se sia più opportuno rivolgersi al Servizio Sanitario Nazionale (di solito alla ASL) o a qualche studio privato che effettua diagnosi neuropsicologiche. Nella maggior parte dei casi le questioni più frequenti possono essere:

  1. Vorrei rivolgermi alla ASL visto che una diagnosi  privata costa molto di più, ma i tempi d’attesa sono biblici!
  2. Vorrei rivolgermi a un privato perché non mi fido delle ASL
  3. Vorrei rivolgermi a un privato, ma non so se poi la diagnosi  sarà considerata valida a scuola

Anticipiamo subito che non entreremo nel merito dei primi due problemi. Quello che ci interessa qui, come si può intuire dal titolo, è il terzo punto.

Cominciamo da un elemento fondamentale per comprendere tutto: da regione a regione ci sono differenze sostanziali e quello che vale da una parte dell’Italia non è detto che valga da un’altra!

Sintetizzando al massimo, possiamo dire che in tutte le regioni sono valide le diagnosi delle ASL, mentre cambia tantissimo la questione delle diagnosi emesse privatamente. In questo secondo caso possiamo distinguere diverse possibilità:

  1. Regioni in cui le scuole sono tenute ad accettare tutte le diagnosi private;
  2. Regioni in cui le scuole sono tenute ad accettare le diagnosi private purché convalidate dalla ASL;
  3. Regioni in cui le scuole sono tenute ad accettare le diagnosi private solo se emesse da centri o equipe accreditate dalla ASL;
  4. Regioni in cui le scuole sono tenute ad accettare soltanto le diagnosi emesse dalla ASL (o dalle Aziente Ospedaliere e Universitarie e dalle IRCSS).

Ora passeremo in rassegna le varie regioni per chiarire come orientarsi riguardo alla diagnosi.

Potete segnalare un’imprecisione o un aggiornamento della normativa in vigore nella vostra regione inviando un’email a [email protected] allegando la normativa a cui fate riferimento o semplicemente un link alla stessa.

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ABRUZZO

Nell’ottobre 2015 l’Abruzzo ha emanato un legge regionale che prevede che le diagnosi di DSA vengano effettuate nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Sistema sanitario nazionale e, nel caso in cui i servizi pubblici o accreditati dal Servizio sanitario nazionale non siano in grado di garantire il rilascio delle certificazioni in tempi utili per l’attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste, la Regione può prevedere percorsi specifici per l’accreditamento di ulteriori specialisti (equipe composte da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista per bambini e adolescenti; neurologo o psichiatra e psicologo per gli adulti) o strutture accreditate.
Al momento non risultano comunque presenti strutture o equipe accreditate.

BASILICATA

La Basilicata è una regione che ha rappresentato un’avanguardia emanando nel 2007, ben prima della 170/2010, una legge regionale in materia di dislessia– Purtroppo tutto si è fermato a quella legge e non è più stato specificato nulla riguardo alla validità delle diagnosi private né in merito a eventuali accreditamenti di equipe o strutture private.

CALABRIA

La Calabria nel 2012 ha promulgato una legge regionale nella quale si afferma che la diagnosi viene effettuata nell’ambito dei servizi già assicurati dal Servizio sanitario regionale e che le Aziende sanitarie provinciali possono prevedere che le diagnosi siano effettuate da strutture private autorizzate e accreditate.
Ad oggi però non sono stati creati elenchi di strutture accreditate e non sono stati specificati i professionisti che dovrebbero effettuare la diagnosi.

CAMPANIA

Le diagnosi possono essere effettuate da professionisti e/o strutture pubbliche o private autorizzate. Le equipe devono essere composte almeno da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista.

EMILIA-ROMAGNA

Oltre ai servizi di NPIA delle ASL della stessa regione, le diagnosi possono essere effettuate da singoli professionisti privati (psicologi o neuropsichiatri infantili).
Affinché la diagnosi sia ritenuta valida a scuola, la relazione diagnostica deve essere consegnata presso la propria ASL di riferimento per essere convalidata dal gruppo di conformità DSA che ha il compito di verificare che siano stati rispettati determinati criteri. È importante sottolineare che, nel periodo di attesa per la convalida da parte del gruppo di conformità DSA, la diagnosi a scuola deve essere già ritenuta valida.

FRIULI-VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia un protocollo d’intesa nel 2014 ha sancito che la diagnosi compete ai servizi pubblici e a quelli privati accreditati convenzionati con il Sistema sanitario regionale. Non sono però stati specificate le figure professionali coinvolte nella diagnosi né risultano ancora accreditamenti di strutture private.

LAZIO

Una nota ministeriale del 2014 ha chiarito che in questa regione sono ritenute valide soltanto le diagnosi emesse dalle ASL, dalle Aziende Sanitarie Ospedaliere e Universitarie e dagli IRCSS. Le figure professionali coinvolte nella diagnosi non sono state specificate.

LIGURIA

Sono ritenute valide le diagnosi effettuate nell’ambito del Sistema sanitario nazionale o da strutture e singoli professionisti privati accreditati. Le figure professionali che possono emettere la diagnosi di DSA sono psicologi o neuropsichiatri infantili.
Qui viene riportato anche un elenco dei centri accreditati per la diagnosi di DSA.

LOMBARDIA

Sono ritenute valide le diagnosi effettuate dalle Unità Operative di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, pubbliche e private accreditate. L’equipe che effettua la diagnosi deve essere composta da psicologo, neuropsichiatra infantile e logopedista.
Qui viene riportato l’elenco dei centri accreditati per la diagnosi di DSA: Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Varese, Pavia, Cremona, Lecco, Lodi

MARCHE

Sono valide le diagnosi effettuate da strutture pubbliche e private autorizzate o accreditate. L’equipe deve essere composta da neuropsichiatra infantile psicologo, e logopedista.

MOLISE

Vengono ritenute valide sia diagnosi del SSN che di professionisti privati (psicologi e/o neuropsichiatri infantili), purché in conformità alle «Raccomandazioni per la pratica clinica nei disturbi evolutivi specifici di apprendimento» emerse dalla Consensus Conference 2007.

PIEMONTE

Sono valide le diagnosi effettuate nelle ASL e presso professionisti privati (equipe composte almeno da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile). In questo secondo caso la diagnosi deve essere convalidata dal Gruppo Disturbi Specifici dell’Apprendimento (GDSAp) della propria ASL.

PUGLIA

Sono ritenute valide le diagnosi delle ASL che dei singoli professionisti privati (psicologi o neuropsichiatri infantili).

SARDEGNA

La Sardegna è una di quelle regioni che non ha mai emanato normative in merito di DSA. Al momento non risulta chiaro se siano considerate valide le diagnosi fatte da professionisti privati e quali figure professionali debbano essere coinvolte nella diagnosi.

SICILIA

In questa regione non sono previsti né centri accreditati, né procedure di convalida delle diagnosi private. Tuttavia, una circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Sicilia, specifica che in presenza di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata (nell’attesa della certificazione da parte di una struttura sanitaria pubblica) le scuole devono attuare preventivamente le misure previste dalla legge 170/2010.

TOSCANA

Sono valide sia le diagnosi del SSN che quelle dei centri privati accreditati (secondo le modalità previste dalla L.R. 51/09) al cui interno devono esserci almeno neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista.
È qui riportato l’elenco delle strutture accreditate per svolgere diagnosi privatamente, fra cui quelle accreditate per diagnosi di DSA.

TRENTINO-ALTO ADIGE

Trento: valide le diagnosi del Sistema sanitario provinciale attraverso l’Azienda provinciale e di soggetti accreditati o convenzionati con la stessa. Nella diagnosi deve essere coinvolto almeno uno psicologo, un neuropsichiatra infantile e un logopedista.
Bolzano: non risultano normative in merito di DSA.

UMBRIA

La diagnosi deve essere effettuata all’interno del SSN o presso strutture private accreditate. Le figure professionali coinvolte sono il logopedista, il neuropsichiatra infantile e lo psicologo.

VALLE D'AOSTA

Si considerano valide diagnosi dell’Azienda USL, anche attraverso convenzioni tra l’Azienda USL stessa e psicologi e/o neuropsichiatri infantili.

VENETO

Valide diagnosi prodotte dal Sistema sanitario regionale e da centri privati accreditati. La diagnosi deve essere redatta da team composto da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile. È da notare però che in questa regione tutti gli accreditamenti sono in scadenza e per ora, di fatto, le diagnosi con valore di certificazione possono essere emesse solo dal Sistema sanitario regionale.
Qui c’è l’elenco delle strutture accreditate per la diagnosi di DSA

Nota bene

Come chiariscono la circolare ministeriale sui BES e la successiva nota ministeriale, in presenza di diagnosi di DSA private (in quelle regioni in cui si richiederebbe l’emissione di tale diagnosi esclusivamente dal SSN o da soggetto accreditato) alla scuola viene raccomandato di adottare preventivamente le misure previste dalla legge 170/2010, in attesa di ricevere una diagnosi considerata “valida”. Non meno importante è chiarire che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe, nel caso in cui decidesse di non formulare un Piano Didattico Personalizzato, è tenuto a verbalizzarne i motivi.

Ringraziamenti

Sperando di non dimenticare nessuno, ci terremmo a ringraziare tutte le persone che hanno cercato di aiutarci nel reperire queste informazioni: Anna Paris, Cinzia Zorino, Gianluca Lo Presti, Ivana Sterlini, Massimo Ciuffo, Monica Monaco, Silvia Bottero, Micaela Trusso. GRAZIE.

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