Che cos’è. La demenza è una sindrome che si caratterizza per la progressiva perdita di funzioni intellettive presenti in precedenza (memoria, linguaggio, ragionamento, orientamento, gnosie, attenzione e prassie). Questa perdita pregiudica l’autonomia dell’ammalato. La demenza insorge solitamente durante l’invecchiamento ma non va confusa con l’invecchiamento normale. Il tipo di demenza più diffusa è sicuramente quella di Alzheimer ma ne esistono di molte altre (per esempio, demenza dei corpi di Lewy, demenza conseguente a malattia di Parkinson, demenza fronto-temporale…).

Come si manifesta. Il riconoscimento della demenza in fase iniziale non è facile per un familiare, anche perché, dopo una certa età, si tende ad attribuire la perdita di ogni capacità al passare degli anni, in particolare per quanto riguarda la memoria. Alcuni elementi cui prestare attenzione nel familiare possono essere la sua ripetitività, la difficoltà a ricordare informazioni recenti, la perdita frequente di oggetti, la tendenza a diventare più sospettoso, irritabile o meno coinvolto nelle attività familiari, non riuscire più con semplicità a svolgere attività abituali come la preparazione di un pasto, il far uso di giri di parole o la difficoltà a esprimere a parole quanto desiderato, disorientamento e frequenti dimenticanze.

Non di rado a questi sintomi si associano modificazioni dell’umore, della personalità e del comportamento (ansia, depressione, ideazioni deliranti, irritabilità, aggressioni verbali, insonnia, cambiamento nell’appetito, comportamenti ripetitivi senza uno scopo preciso).

Come si interviene. A parte una minoranza di casi (per esempio, demenze riferibili a cause infettive, metaboliche), non esiste una terapia in grado di guarire la demenza. Ciononostante esistono trattamenti farmacologici e stimolazioni cognitive per rallentare il declino cognitivo e ridurre i sintomi comportamentali. È inoltre possibile sostenere i familiari nella gestione della persona ammalata informandoli accuratamente sullo stato attuale, l’evoluzione attesa della malattia e sulle modalità più idonee per interagire con la persona interessata. Proprio per attuare questi specifici interventi è quanto mai opportuna una scrupolosa diagnosi con l’obiettivo di comprendere il tipo di demenza e le peculiarità del paziente (fra cui il suo profilo cognitivo).

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