Il dettato è spesso percepito come un’attività noiosa anche da parte di bambini che non fanno fatica a scrivere correttamente.

Questo è dovuto in parte al fatto che si tratta di un’attività sostanzialmente passiva, in cui il bambino deve trascrivere quanto ascoltato cercando di non commettere errori. Per quanto possa essere avvincente la storia, manca quel fattore interattività che, anche a causa delle nuove tecnologie, è una delle aspettative costanti degli studenti di oggi (si pensi ai lapbook).

Per questo, quando possiamo, cerchiamo di costruire la storia che stiamo dettando assieme ai nostri bambini attraverso le storie a bivi.

Le storie a bivi non sono certo una nostra invenzione, si pensi ai libri-giochi, ai manuali dei giochi di ruolo, al teatro d’improvvisazione. In questo articolo vogliamo mostrare alcune tecniche che utilizziamo per realizzarle.

I dettati sono spesso percepiti come noiosi a causa della mancanza di interattività

Che cos'è un dettato a bivi

Un dettato a bivi è una storia che si ramifica in possibili sviluppi alternativi. Si comincia con un classico dettato. A un certo punto, però, la storia si blocca e si chiede al bambino di estrarre, tra due o più fogli, il possibile seguito. La storia prosegue così in base a quanto scelto (molto spesso i bambini chiedono di vedere quale altra strada avrebbe potuto prendere il racconto). Anche il finale può essere fonte di scelta, rendendo la storia unica di volta in volta.

Per approfondire Che cos'è la disortografia

Non è sempre necessario improvvisare con lo stesso grado di libertà, anzi. Prendiamo ad esempio la storia della nave che trasportava… Questa storia è stata creata insieme a un bambino nel corso di una seduta. La prima volta abbiamo girato la tessera di un gioco che avevamo fatto in precedenza ed è saltata fuori la nave. A quel punto abbiamo pensato: cosa trasporta la nave? La seconda tessera era quella di una scala. È nata così la storia della nave che trasportava scale. Ma, in base alle tessere che avevamo davanti in quel momento, avremmo potuto ottenere qualunque cosa, dagli squali agli alberi alle automobili.

Ovviamente una scelta così ampia richiede capacità di improvvisazione e non sempre è possibile. Per questo dopo un po’ di tempo, quando magari ho sviluppato una linea di storia con le “scale” e una con le “sedie”, posso limitare la scelta a queste due tessere e presentare solo queste due alternative al bambino.

Costruire le storie insieme

Non tutto l’onere dello sviluppo della storia deve ricadere sull’adulto! Al contrario, a volte coinvolgere il bambino stimolando la sua creatività può aumentare la motivazione e portare avanti la storia in modo inaspettato. Sempre a proposito della storia della nave che trasportava scale, la prima domanda che ho fatto è stata “Secondo te, perché la nave portava le scale sull’isola?” e la risposta è stata “Perché gli abitanti erano molto bassi”. Da lì è stato facilissimo immaginare una popolazione di omini che avevano bisogno delle scale per raccogliere la frutta sugli altissimi alberi dell’isola.

Chiedere al bambino di portare avanti la storia può portare a sviluppi positivi inaspettati

Logico fino a un certo punto!

Non arrendersi di fronte a situazioni assurde. Può capitare, quando si lasciano ampi spazi di improvvisazione, che si possa andare incontro a sviluppi strani. Nel caso della storia del gatto dello zio Giuseppe, ad esempio, dopo la domanda “cosa aveva catturato il gatto?” abbiamo girato la tessera con uno squalo.

A questo punto occorre ricordare che molte storie per bambini contemplano una componente “fantastica” a cui non sempre è necessario tentare di dare una spiegazione. In questo caso abbiamo dato per scontato che il gatto avesse catturato lo squalo, portandolo nella vasca da bagno dello zio Giuseppe. A quel punto l’adulto deve portare avanti la storia spostando il focus sul rientro a casa dello zio Giuseppe che si prepara a fare il bagno, e il come un gatto abbia potuto catturare lo squalo passa in secondo piano.

Le storie per bambini abbracciano spesso fenomeni inverosimili, e questo ci aiuta molto

Uno schema per il dettato

Improvvisare sì, ma fino a un certo punto: creare un canovaccio. Inventare ogni giorno nuove storie su due piedi può risultare impegnativo. Per questo dopo un po’ di tempo conviene prendere le storie migliori e realizzare delle tracce per il dettato. Nei nostri abbiamo usato queste convenzioni:

A. Massima libertà

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Si tratta di quelle situazioni in cui la scelta della parola non influisce sulla storia, per cui si può chiedere ai bambini di dare sfogo alla fantasia (in questo caso c’è da scegliere il nome dell’isola).

B. Il bivio

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È il punto in cui si deve scegliere una storia alternativa. In questo caso dobbiamo munirci di immagini (o di parole) da far estrarre al bambino, limitatamente alle scelte che prevediamo nella nostra storia. Non esageriamo con i bivi, però. Per ognuno di essi dobbiamo inventare uno sviluppo diverso e dopo un po’ di biforcazioni potremmo ritrovarci a dover gestire un numero elevato di varianti della storia!

È importante, nella creazione dello schema, associare ad ogni bivio un colore, per il motivo che vedremo nel punto successivo.

C. Momenti comuni

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Ci sono dei momenti in cui, indipendentemente dal bivio precedente, la storia converge verso un episodio comune. Nella storia dello zio Giuseppe, ad esempio, il gatto può catturare uno squalo o un orso. In entrambi i casi, però, lo zio Giuseppe tornerà a casa. Ovviamente, nel caso in cui il gatto abbia catturato uno squalo, lo zio Giuseppe andrà a farsi un bagno, mentre nel caso dell’orso lo zio andrà in soggiorno a leggere il giornale.

Le frecce colorate ci aiutano a capire da dove riprendere la narrazione dopo il momento comune, a seconda del bivio scelto in precedenza.

D. Alternative ristrette

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A differenza della scelta libera (punto A), l’alternativa ristretta avviene tra un numero limitato di possibilità ma, a differenza del bivio (punto B), la scelta non dà vita a narrazioni diverse. Ai bambini comunque piace poter scegliere alcuni aspetti della storia per cui, nell’esempio del ladro, potremmo preparare due fogli (uno con la banca e uno con la gioielleria) e far fare il sorteggio a un bambino. La storia andrà avanti allo stesso modo, ma ci sarà stato un pizzico di personalizzazione.

Raccogliere le storie migliori e preparare degli schemi consente di non perdere il gusto della storia a bivi anche quando il tempo a disposizione è poco

Questo è lo schema della storia per come lo abbiamo organizzato noi. Avete altre idee? Scriveteci qui o sulla pagina Facebook!

 

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