Che cosa sono. Le disfonie sono alterazioni della voce di origine organica (nodulo, polipo, cisti, ecc.) o funzionale (cattivo e/o eccessivo uso). Devono essere distinte da altre condizioni, tra cui la disartria e i problemi relativi al linguaggio.

Come si manifestano. A seconda della causa, le disfonie possono manifestarsi attraverso uno o più di questi segni e sintomi:

  • Affaticamento vocale fino all’afonia, quando “manca la voce”
  • Raucedine
  • Perdita più o meno repentina della qualità della voce (che diventa soffiata, sfibrata)
  • Bruciore alla gola
  • Sensazione di corpo estraneo in laringe

Si presentano più spesso nelle persone che utilizzano la voce per motivi personali e/o professionali (insegnanti, cantanti, conferenzieri) e nei fumatori.
Se il cambiamento nella voce è avvenuto in modo repentino, il paziente si rivolge più velocemente allo specialista; al contrario, se la qualità vocale ha subìto un declino più lento, è probabile che il paziente abbia trovato il modo di adottare (consapevolmente o inconsapevolmente) meccanismi di compenso che possono andare dal maggior sforzo vocale (aggravando la situazione) fino al parlare meno.

Come si diagnosticano. La disfonia di per sé non è una diagnosi, ma un sintomo che conduce alla vera e propria diagnosi, la quale viene effettuata dal foniatra o dall’otorinolaringoiatra. Scopo del medico specialista è, infatti, quello di stabilire la causa della disfonia e indirizzare il paziente verso un piano di intervento adeguato.

Come si trattano. Il trattamento della disfonia è strettamente legato alla sua causa e può essere logopedico, chirurgico e/o farmacologico. In aggiunta, vengono fornite al paziente delle “norme di igiene vocale” per gestire al meglio la propria voce, evitando abitudini che potrebbero favorire la ricomparsa del problema.

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