Ho avuto la possibilità di provare in prima persona Editouch Primaria e, soprattutto, di portarlo con me attraverso le tappe del Summer Tour (una serie di incontri per promuovere l’uso del computer nell’attività logopedica) per farlo vedere ai colleghi e raccogliere domande e opinioni.

Ovviamente partiamo con la domanda di base: che cos’è EdiTouch? O meglio: cosa si acquista acquistando EdiTouch? Una raccolta di programmi o un oggetto fisico?

EdiTouch, in sintesi, è un tablet che contiene, preinstallate, diverse app per bambini e ragazzi con DSA e BES. Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche è un buon tablet, sia nella versione normale che nella versione Plus. Non è una questione così scontata. Uno dei fattori che fa storcere il naso a molti è il prezzo non proprio contenuto (attualmente – settembre 2017 – 399€ per la versione base e 484€ per quella plus) e sicuramente un dispositivo meno potente avrebbe contribuito ad abbassare il costo finale. In fondo, le app installate non sono particolarmente esigenti dal punto di vista delle risorse, quindi anche un tablet meno potente non avrebbe dato problemi. Giusto? No, a mio avviso. Almeno per due motivi che analizzerò perché penso che racchiudano la filosofia di questo prodotto.

La durata. Il primo punto è che le tecnologie, soprattutto su dispositivi mobile, evolvono rapidamente. Questo vuol dire che quello che funziona bene adesso, tra qualche anno potrebbe rivelarsi inadeguato. EdiTouch si propone sul suo sito come uno strumento che accompagnerà il bambino nel corso della sua esperienza scolastica. È evidente che un dispositivo già semi-obsoleto al momento dell’acquisto, presumibilmente sarà inutilizzabile nel giro di un paio d’anni. Partire da uno standard più alto assicura una vita più lunga al prodotto (e qualche lamentela in meno).

La versatilità. Una delle domande che mi sono state poste – e che anch’io mi sono posto appena ho visto EdiTouch – è questa: si tratta di un sistema “chiuso” o posso usare EdiTouch anche come un tablet normale? Fortunatamente la risposta è la seconda, per cui, una volta che il genitore volesse usare per un momento EdiTouch come un tablet normale (per divertimento o necessità), potrà uscire dall’interfaccia principale (vedi sotto) e installare le proprie app. Questo aspetto rappresenta sicuramente un “paracadute” nel caso in cui il bambino dopo un po’ non abbia più necessità o voglia di usare EdiTouch per le sue attività: non resterebbe al genitore un soprammobile inutilizzabile, ma comunque un tablet di buona fattura.

Riassumendo, dunque, apprezzo la scelta di puntare sulla qualità del dispositivo nonostante sicuramente questo costi al produttore qualche vendita in meno.

 

Le app. Passiamo al prodotto vero e proprio. Su EdiTouch si trovano precaricate diverse app che possono supportare il bambino nelle diverse fasi dello studio e delle attività scolastiche. Anche qui sorge spontanea una domanda: ho già un tablet, posso caricare delle app e ottenere lo stesso risultato? O, formulando in modo diverso la domanda: le app di EdiTouch sono comunque disponibili sugli store? Sì e no: alcune app sono state adattate e inserite nel dispositivo (ad esempio, Babbel per le lingue straniere); altre (a mio avviso le più interessanti) sono esclusive di EdiTouch.

Come si presenta EdiTouch

Non entrerò nel dettaglio di tutte le funzionalità (tastiera modificata, sintesi vocale, dizionari e altre app che potete trovare qui), ma dirò due parole su quelle che mi hanno impressionato di più.

App “Il diario dei compiti” 

Il diario dei compiti, come dice il nome, permette di registrare i compiti della giornata aggiungendo alcune funzionalità come, ad esempio, la possibilità di associare al compito il testo digitale o una foto della lavagna scattata con lo stesso dispositivo. Al momento opportuno, la notifica ricorderà al bambino il compito da fare. Interessante perché, come già detto, EdiTouch si propone come uno strumento del bambino in grado di accompagnarlo non solo nello studio, ma anche nell’organizzazione scolastica. La tecnologia, soprattutto nel caso delle notifiche, può avere un ruolo importante in questo.

App “La calcolatrice parlante” 

La calcolatrice parlante, oltre ad avere una sintesi vocale (che, a lungo andare, può aiutare a memorizzare operazioni e risultati più frequenti), ha anche una visualizzazione in colonna con unità, decine, centinaia e migliaia. È inoltre possibile ripercorrere le ultime operazioni svolte con una sorta di “nastro”.

App “Draw your mind” 

Draw your mind è forse l’app che mi è piaciuta di più perché concilia la semplicità nella creazione delle mappe concettuali con la flessibilità nella rilettura delle stesse. Ad esempio, in fase di rilettura (affidata alla sintesi vocale) è possibile impostare l’ordine con cui la voce ripercorrerà la mappa. Come in molte mappe che abbiamo visto sia su pc che su tablet, permette l’associazione di contenuti multimediali come immagini o note vocali.

Margini di miglioramento. Uno strumento in più? Certo, ma, a mio avviso, a una condizione: che si faccia una valutazione congiunta (famiglia, genitori, specialisti) sulla possibilità di affidare al bambino uno strumento che userà con continuità. In un certo senso, la completezza di EdiTouch è un’arma a doppio taglio: mentre nel caso di singole app si può procedere con tentativi, valutazioni in itinere ed eventuali modificazioni, un investimento come quello di EdiTouch richiede ovviamente maggiori cautele. Prendiamo il caso dei BES, a mio avviso un “calderone normativo” in cui rientrano situazioni molto diverse tra di loro: in alcuni casi uno strumento così completo può risultare eccessivo, in altri può essere adeguato, in altri ancora potrebbe essere difficilmente accettato o gestito dal bambino in quel momento. È importante, dunque, non solo che si conosca bene il bambino, ma che si conosca bene anche il dispositivo. Inoltre, è importante che i professionisti ridimensionino eventuali aspettative esagerate che di solito accompagnano l’adozione di nuovi strumenti, specie se costosi: la bacchetta magica per le difficoltà scolastiche non è stata ancora inventata.

 Questo mi porta al vero punto debole, in questo momento, di EdiTouch, ovvero la documentazione ancora troppo limitata sui suoi contenuti.  Ad esempio, navigando nel sito, dovrebbe essere più facile raggiungere l’elenco delle app e le loro funzioni, dato che queste rappresentano il “core” di EdiTouch, prima ancora delle sperimentazioni scientifiche che pur costituiscono un importante aspetto di questo prodotto (e che, personalmente, apprezzo in modo particolare perché in questo momento, in Italia, le iniziative a supporto dell’uso del tablet a supporto degli apprendimenti si limitano a lodevoli ma limitate iniziative individuali, quindi è apprezzabile che una società, pur perseguendo il suo naturale obiettivo commerciale, contribuisca ad aumentare la quantità di conoscenze disponibili su questo argomento). Al di là della home, è più in evidenza il banner per raggiungere le app dalla pagina dei genitori rispetto a quella degli specialisti, che pure hanno tra le loro attività principali quella della promozione e dell’adozione degli strumenti. Per fare un esempio, il software delle mappe, pur essendo molto intuibile e facilmente utilizzabile da un genitore, molto probabilmente, in prima battuta, finirà nelle mani dello specialista che, oltre a saper creare fisicamente la mappa, possiede anche le conoscenze teoriche dietro la costruzione delle mappe concettuali.

Da questo punto di vista, sarebbe auspicabile un numero maggiore di video sul canale youtube di Tablet a scuola nonché di workshop veri e propri nella speranza (tutta personale) che vengano proposti per quello che sono, ovvero laboratori mirati all’apprendimento di uno strumento, e non come “corsi di formazione” come purtroppo in altri contesti accade.

A proposito di documentazione video, dato che EdiTouch primaria contiene una versione personalizzata di Read! Tachistoscopio con alcune funzioni in più rispetto a quelle presenti nella versione disponibile sul Play Store (prima fra tutti il multiutente), potete consultare la pagina dedicata a questa versione speciale di Read. Troverete dei video sull’uso di quest’app e, a breve, forniremo un’ulteriore documentazione in merito.

In definitiva: EdiTouch sì o EdiTouch no? Salomonicamente direi “EdiTouch dipende”. Considerato che non si tratta di dare un’app o un software ma uno strumento che in teoria non dovrebbe assolvere solo una funzione, ma diventare un vero e proprio compagno di viaggio del bambino, è necessario che la valutazione sia delle competenze del bambino che delle possibilità del mezzo sia quanto più accurata possibile. Per questo personalmente farei molta fatica a dire a un collega “sì” o “no” sulla base di una descrizione sommaria del bambino; per quanto possibile, mostro al collega il mio EdiTouch e discuto con lui/lei della possibilità di affidare al bambino quello strumento considerando che, in caso di combinazione vincente, l’esperienza scolastica e non solo del bambino ne risulterebbe notevolmente avvantaggiata. Dato che faccio fatica ad andare a trovare tutti i colleghi in giro per l’Italia (e non sono un rappresentante di EdiTouch! ) auspico, come già detto, che la videodocumentazione sulle grandi possibilità di questo strumento diventi più organica e abbondante. Allo stesso modo incoraggio i colleghi a contattare l’ing. Iannacone, creatore di EdiTouch e persona disponibilissima, illustrando le proprie richieste e perplessità, poiché sono queste spesso a portare i miglioramenti più importanti nei prodotti.

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