Questo articolo “Fonetica e fonologia: dalla teoria alla riabilitazione nel bambino e nell’adulto” è suddiviso in quattro parti:

Lo scopo è quello di mostrare la stretta relazione tra la teoria linguistica e la pratica logopedica in valutazione e riabilitazione. Ognuno degli argomenti trattati richiederebbe un libro a parte, dunque a molti specialisti questa trattazione potrà sembrare superficiale. Tuttavia, ritengo che avere un quadro generale prima di entrare nel dettaglio possa aiutare molti di coloro che si accingono a studiare, per lavoro o per passione, questa materia. Per segnalare qualunque incongruenza potete scrivermi a [email protected]

La valutazione (vedi articolo precedente), oltre a dare indicazioni sulla gravità del disturbo fonologico, fornisce anche indicazioni importanti sul tipo di trattamento da privilegiare.

In generale, possiamo suddividere i trattamenti in: percettivi, motori e cognitivo-linguistici.

Trattamento percettivo. Ha lo scopo di migliorare la capacità di percezione, elaborazione e distinzione di un particolare tratto. L’elemento fondamentale, in questo caso, è l’opposizione tra due suoni: uno in cui il tratto è presente e uno in cui il tratto è assente. Si comincia da strutture sillabiche semplici (CVCV duplicata) per poi aumentare la complessità della struttura sillabica e la posizione del bersaglio all’interno della parola. Alcuni esempi di attività possono essere:

  • Compiere un’azione quando si riconosce il fonema target (battere le mani, usare un determinato colore…)
  • Gioco dell’oca: si tira il dado e si pronuncia la parola disegnata sulla casella (o pescata dal logopedista)
  • Tombole: si pesca un gettone o un’immagine col fonema target e chi ce l’ha può sovrapporlo nella sua casella
  • Giochi con pupazzi di stoffa o marionette da dita in cui uno dei personaggi ha il nome o pronuncia la parola target
Trattamento motorio. Il training motorio non va confuso con l’impostazione articolatoria del fonema. Stiamo pur sempre parlando dell’aspetto fonologico, dunque lo scopo di questa fase è aiutare il bambino a produrre il fonema target in un contrasto fonemico significativo e, successivamente, aiutarlo a generalizzare questa acquisizione nelle diverse posizioni della parola (iniziale, mediana, finale) e nelle diverse strutture sillabiche. Molti giochi usati nella parte percettiva possono essere rapidamente “convertiti” al trattamento motorio semplicemente dando al bambino il compito di denominare quelle figure che prima erano denominate dal logopedista.
  • Giochi con coppie minime: le coppie minime (applicabili a tombole o ad altri giochi) sono molto utili per agganciare l’opposizione dei suoni a un’opposizione di significati. In questo modo il bambino realizza l’importanza, dal punto di vista comunicativo, del fonema target. Con le coppie minime si possono fare delle tombole o dei giochi dell’oca e, soprattutto, dei memory in cui bisogna trovare la parola della coppia corrispondente.
  • Per la generalizzazione dei suoni si possono usare delle immagini da far denominare (l’Eserciziario citato precedentemente ne racchiude parecchie), filastrocche e racconti figurati (vd. Phonoclick tra i materiali gratuiti)

Per approfondire: Il disordine fonologico nel bambino con disturbi del linguaggio: eserciziario (Anchisi e altri, 2015)

Materiali gratuiti:

Materiali a pagamento:

  • Giochiamo con i fonemi: contiene numerose schede (percorsi del gioco dell’oca, tombole) divise per fonema target
  • Coppie minime 1 e Coppie minime 2: contiene numerose immagini e idee per attività con le coppie minime
  • Fonemi illustrati: un’app per tablet (ma anche un cofanetto con le carte) per lavorare sui diversi fonemi in diverse posizioni
Trattamento cognitivo-linguistico.  Questo tipo di trattamento può avere due scopi: consolidare e generalizzare quanto acquisito nelle fasi precedenti (in questo caso si possono proporre anche dei giochi di “correggi l’errore”) o lavorare su difficoltà più “alte” come la semplificazione dei processi. Proprio per quanto riguarda la semplificazione dei processi (ad esempio, la cancellazione di sillaba debole), può essere utile ripartire dall’aspetto puramente percettivo ancorando ogni sillaba a un’immagine, per poi passare a lavori con coppie minime stavolta orientate a enfatizzare la differenza tra la produzione corretta e quella errata.

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