La valutazione delle abilità di tipo matematico è probabilmente più difficile rispetto a quella della lettura e della scrittura. Sottolineano Biancardi, Mariani e Pieretti che:

Per la lettura e la scrittura i programmi ministeriali e le stesse tappe di apprendimento del codice da parte dei bambini demarcano con molta chiarezza il confine tra l’apprendimento delle procedure e il loro uso. Il primo ciclo della scuola elementare serve per apprendere a leggere e a scrivere, per imparare a padroneggiare le regole ortografiche, per acquisire un’adeguata fluidità di scrittura. Solo successivamente verranno approfonditi i vari modi di utilizzare la lingua scritta, i diversi stili, scopi e usi che il codice scritto consente […]

L’aritmetica non consente la stessa chiara demarcazione tra apprendimento delle procedure e loro uso. Ben oltre il termine del primo ciclo i bambini continuano ad apprendere nuovi algoritmi, come le moltiplicazioni a più cifre, le divisioni, le radici quadrate. Anche i numeri che utilizzano diventano via via di ordine più elevato, costringendoli a un maggiore impegno nei compiti di transcodifica […] Inoltre non sempre gli insegnanti propongono i diversi contenuti di apprendimento nello stesso momento e, soprattutto con bambini di fine primo ciclo o inizio secondo ciclo della scuola elementare, occorre informarsi su cosa è stato loro insegnato circa le tabelline, il calcolo scritto, i numeri.

Quali criteri utilizzare?

Quali criteri utilizzare, dunque? In Italia, un riferimento importante è dato dal documento di accordo AID-AIRIPA del 2012 sulla diagnosi di discalculia (2012).  Ecco i parametri principali:

  • La valutazione delle singole abilità deve prevedere l’utilizzo di prove standardizzate e con adeguate proprietà psicometriche
  • Si considera l’ipotesi di discalculia solo in presenza di punteggi critici, che si collocano sotto il cut-off del 5 percentile (o le 2 ds), in almeno il 50% in una batteria
  • Le problematiche devono avere carattere di persistenza
  • La diagnosi di certezza, nei casi meno chiari, può essere posta dopo un periodo di alcuni mesi di adeguata stimolazione delle componenti compromesse
  • La diagnosi può essere supportata dalla presenza di almeno alcuni indici clinici fra quelli frequentemente associati alla discalculia
  • Il disturbo deve avere serie conseguenze adattive
  • Devono essere rispettati i criteri adottati in generale per la diagnosi di DSA

Particolarmente importante, e spesso sottovalutato, è il punto 4, ovvero quello della “posticipazione” della diagnosi. È vero, infatti, che un periodo di potenziamento mirato permetterebbe di distinguere tra un vero e proprio disturbo e una difficoltà in ambito matematico; sono frequenti, infatti, i falsi positivi in seguito a diagnosi troppo affrettate. Se è vero, infatti, che un disturbo dell’apprendimento dovrebbe riguardare circa il 3% della popolazione scolastica, le difficoltà matematiche, almeno in una fase iniziale, riguardano il 20-30% degli alunni. Un approccio poco cauto, dunque, aprirebbe la strada a un eccesso di diagnosi con conseguenze anche importanti sull’esperienza scolastica del bambino.

Per approfondire Che cos'è la discalculia

Per quanto riguarda i sottotipi, come già affermato nei documenti della Consensus (2007, 2010), a causa del mancato consenso in ambito internazionale, si consiglia di non fare riferimento esplicito a dei sottotipi con intento classificatorio, ma di fare una descrizione del profilo funzionale. Nel documento di accordo già citato si individuano, tuttavia, diversi sottotipi che fanno riferimento a due grandi profili: quello con deficit nella cognizione numerica basale e quello caratterizzato da deficit nelle procedure esecutive e nel calcolo scritto. I sottotipi sono:

  • Sottotipo deficit a carico del senso del numero o della rappresentazione della quantità
  • Sottotipo deficit a carico della formazione e del recupero di fatti numerici e aritmetici
  • Sottotipo deficit a carico delle procedure di calcolo
  • Disturbo misto

Mettiamo ora a confronto i principali test utilizzati per la diagnosi di discalculia, non dimenticando che la diagnosi può essere posta solo all’interno di una valutazione neuropsicologica più ampia che vada a definire anche altre caratteristiche del soggetto (attenzione, memoria, funzioni esecutive e molto altro) e, in ogni caso, non prima della fine del III anno di scuola primaria.

Partiremo quindi dal primo anno di scuola primaria, segnalando comunque la presenza della BIN 4-6 (Batteria per l’Intelligenza Numerica) che può essere usata sia per valutare i primi apprendimenti matematici dei bambini con sviluppo tipico, sia per valutare le competenze dei bambini un po’ più grandi ma in ritardo con l’acquisizione degli apprendimenti di base.

Per approfondire Percorso diagnostico per DSA

I test utilizzati

Test ac-mt 6-11 discalculia

Nome: AC-MT 6-11

Autore: Cesare Cornoldi, Daniela Lucangeli, Monica Bellina

Anno: 2012

Età: I-V anno di scuola primaria

Le prove AC-MT sono considerate prove di primo livello, nate per effettuare un rapido screening (parzialmente) colletivo.

La prova, infatti, è suddivisa in diverse parti. Una collettiva (durata: 20′ circa), una individuale e una di soluzione dei problemi aritmetici (per III, IV e V primaria). In particolare, la parte collettiva comprende delle prove carte e matita divise in: operazioni scritte, giudizio di numerosità, trasformazione in cifre, ordinamento dal minore al maggiore e ordinamento dal maggiore al minore; le prove individuali riguardano, invece, calcolo a mente, calcolo scritto (a eccezione della prima intermedia), enumerazione, dettato di numeri e recupero di fatti numerici.

4 indici:

  • Operazioni scritte
  • Conoscenza numerica
  • Accuratezza
  • Tempo totale

Alla fine è possibile ottenere la fascia di prestazione per ciascun indice o, più nel dettaglio, valori per ciascuna sottoprova.

Un punto a favore delle prove AC-MT 6-11 è sicuramente l’ampio campione normativo (5’000 bambini). Le prove di risoluzione dei problemi costituiscono il vero punto interrogativo per quanto riguarda la durata della somministrazione. Per quantità e qualità tendono, infatti, a prendere molto tempo e affaticare il bambino. Risultano comunque utili se si considera che la valutazione delle abilità matematiche non deve per forza portare a una diagnosi di discalculia, ma cercare di capire il funzionamento del bambino di fronte a compiti di tipo logico e matematico. Per questo, dopo aver indagato le singole abilità (magari non riscontrando nessun deficit), la somministrazione di questo tipo di prova potrebbe mettere in evidenza difficoltà non nel singolo calcolo o nella maggior parte dei passaggi, ma nell’integrazione delle informazioni o nella capacità di comprendere il testo del problema ed estrapolare i dati necessari a risolvere il problema, orientando l’approfondimento diagnostico, ad esempio, verso le capacità attentive o di comprensione.

Nome: AC-MT 11-14

Autore: Cesare Cornoldi, Chiara Cazzola

Anno: 2004

Età: I-III anno di scuola secondaria di I grado

Pur essendo, come la precedente, una prova di primo livello, per molto tempo le AC-MT 11-14 sono state utilizzate come vera e propria prova per effettuare la diagnosi di discalculia poiché è stato l’unico test in grado di coprire gli ultimi due anni della scuola secondaria di I grado (la prima versione della BDE, infatti, copriva fino alla prima media).

Queste le prove:

  • Parte collettiva: “esegui le seguenti operazioni” (8 operazioni aritmetiche), espressioni aritmetiche, “qual è il più grande?”, trasformazione dei numeri in cifre, completamento di serie, trascrizione in cifre di numeri presentati per unità, decina, centinaia e migliaia, calcolo approssimativo, fatti, procedure e principi
  • Parte individuale: calcolo a mente, calcolo scritto, dettato di numeri, recupero dei fatti numerici
  • Problemi aritmetici

Anche in questo caso esistono delle macro-aree (Calcolo scritto collettivo, comprensione e produzione, ragionamento aritmetico, velocità) e 4 fasce di prestazione (ottimale, sufficiente, richiesta di attenzione e richiesta di intervento). Come per l’edizione per i più piccoli, anche queste prove si basano su un campione ampio (circa 700 bambini per classe).

bde-2

Nome: BDE-2

Autore: Andrea Biancardi, Christina Bachmann e Claudia Nicoletti

Anno: 2016

Età: III anno di scuola primaria – III anno di scuola secondaria di I grado

Abbiamo già parlato della BDE-2, e di come rappresenti un notevole passo avanti rispetto all’edizione precedente, in una recensione dedicata. Ripercorriamo rapidamente la sua struttura. La BDE-2 è suddivisa in tre aree:

Area del numero

  • Conteggio
  • Lettura di numeri
  • Scrittura di numeri
  • Ripetizione di numeri (opzionale)

Area del calcolo

  • Tabelline dirette
  • Moltiplicazioni a mente
  • Calcolo a mente
  • Operazioni scritte (opzionale)
  • Calcolo rapido (dalla IV in poi)

Area del senso del numero

  • Triplette
  • Segno algebrico
  • Inserzioni (opzionale in III)
  • Linea dei numeri (opzionale, dalla IV in poi)

Problemi aritmetici (dalla IV in poi).

A differenza delle prove AC-MT, stavolta il campione è piuttosto esiguo (dalla IV primaria abbiamo, infatti, 721 bambini). Nonostante questo, è uno dei test più completi e si spera che in futuro si riescano a fornire dati normativi anche per classi della scuola superiore. Da notare che, a differenza delle prove AC-MT, la risoluzione dei problemi prevede domande a risposta multipla.

abca

Nome: ABCA

Autore: Daniela Lucangeli, Patrizio Emanuele Tressoldi, Carmela Fiore

Anno: 2003

Età: III-V anno di scuola primaria

Test più “datato” rispetto agli altri ma molto impiegato nelle valutazioni. Costruito sul modello di McCloskey, Caramazza e Basili, comprende prove di:

  • Calcolo scritto e a mente
  • Comprensione del numero (riconoscimento dei simboli aritmetici, ordinamento di numerosità, corretto uso dei simboli, giudizio di numerosità di cifre presentate visivamente, giudizio di numerosità uditivo, valore posizionale delle cifre)
  • Produzione orale e scritta di numeri (enumerazione all’indietro, dettato di numeri, tabellina del 7 in avanti, tabellina del 4 all’indietro, progressione e regressione di 6, conteggio di elementi grafici, incolonnamento, recupero di combinazioni di numeri).

Come appare evidente da quanto appena scritto, il test contiene molte prove non presenti negli altri. Grande limite è la taratura ridotta dalla III alla V elementare, cui si è cercato di rimediare con l’edizione del 2013 dedicata alle scuole superiori.

Infine, non va dimenticato che rapide prove relative all’enumerazione e al calcolo sono presenti all’interno della batteria BVN 5-11.

Test per la discalculia per la scuola primaria e secondaria di I grado

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