Musica e linguaggio condividono molti aspetti sensoriali, motori e cognitivi del processamento dei suoni. Di conseguenza, le caratteristiche acustiche condivise tra suoni della musica e del linguaggio parlato sono probabilmente alla base degli effetti dei training musicali su diversi domini cognitivi, come avevamo già riportato in passato parlando di musica e dislessia, e di musica e intelligenza.

Date queste premesse, un gruppo di ricercatori[1] ha voluto indagare gli effetti di un training musicale sulle abilità linguistiche e altre funzioni cognitive più “generali” (come, per esempio, il QI) e, per riuscirci, ha selezionato un gruppo di 74 bambini di età compresa fra i 4 e i 5 anni, parlanti cinese mandarino. Questi bambini sono stati suddivisi in 3 gruppi:

  • Un primo gruppo è stato sottoposto a training musicale di 6 mesi per imparare a suonare il pianoforte (3 sessioni a settimana da 45 minuti ciascuna)
  • Un secondo gruppo è stato sottoposto a training di lettura per 6 mesi (3 sessioni a settimana da 45 minuti ciascuna)
  • Un terzo gruppo non è stato fatto partecipare ad alcuna attività particolare (a parte, ovviamente, quelle previste per la loro età)

Sia prima dell’inizio dei training che dopo sei mesi (conclusione del training) tutti i bambini sono stati valutati con dei test riguardo al QI, alla memoria di lavoro verbale, alle capacità attentive, alla discriminazione di parole e alla discriminazione di tonalità. In questo modo è stato possibile osservare quale fra i 3 gruppi avesse ottenuto il maggiore incremento nei vari test.

I risultati

Rispetto al training di lettura, il training musicale ha conferito ai bambini un vantaggio nel processare i suoni del parlato, in particolare nella discriminazione di parole basate su una singola consonante. Questo miglioramento è stato osservato anche a livello neurale con l’EEG tramite i potenziali evocati.

Dal momento che le consonanti necessitano di maggiore precisione per essere distinte fra loro (rispetto a quanto richiedono le vocali), i risultati di questo studio sembrano indicare che la pratica musicale col pianoforte possa migliorare le abilità fini di percezione uditiva.

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