Si stima che in Italia ogni anno vengano colpite da ictus circa 200.000 persone[2]; se a questo si aggiungono i casi di cerebrolesione acquisita di diversa natura (per esempio i traumi cranici) diventa facilmente intuibile l’importanza di questo fenomeno, soprattutto considerando l’alta frequenza di deficit cognitivi che ne derivano.

Tra questi deficit sono molto comuni quelli che riguardano l’attenzione e le funzioni esecutive, i quali possono condurre a disabilità. Di conseguenza c’è un alto numero di ricerche che negli ultimi tempi hanno indagato la possibilità di effettuare una riabilitazione computerizzata queste componenti cognitive; tra queste ricerche, molte si sono concentrate sull’utilizzo di programmi informatizzati a scopo riabilitativo.

Valutare l’efficacia dei software riabilitativi riveste una notevole importanza poiché potenzialmente si potrebbero creare delle linee guida per i metodi computerizzati per favorire il recupero delle funzioni cognitive dopo cerebrolesioni acquisite, con l’indubbio vantaggio di abbattere i costi aumentare l’accessibilità a questi servizi per molti pazienti.

 

A questo scopo, nel 2015 è stata condotta un’interessante revisione sistematica delle letteratura scientifica[1] che cerca di fare il punto sulla situazione. Gli autori hanno selezionato un totale di 28 ricerche in cui sono è stata effettuata una riabilitazione computerizzata specifica per attenzione e funzioni esecutive in situazioni di lesione cerebrale (dai 18 anni di età in su) e utilizzando programmi computerizzati.

Gli studi sono stati condotti su soggetti con trauma cranico o con ictus, sia in fase acuta che cronica e, seppur con molti limiti metodologici, i risultati disponibili sembrano molto incoraggianti:

  • Riguardo al trauma cranico, 8 ricerche su 11 hanno messo in luce chiari effetti positivi del training cognitivo su attenzione, memoria e funzioni esecutive (le restanti 3 ricerche, hanno dato risultati meno netti ma sempre favorevoli)

 

  • Riguardo all’ictus, tutte le 5 ricerche prese in esame hanno dato risultati favorevoli sulle stesse funzioni cognitive.

 

  • Delle ricerche che hanno preso in considerazione gruppi di pazienti con lesioni cerebrali a eziologia varia, 10 su 12 hanno evidenziato miglioramenti in attenzione, memoria e funzioni esecutive (anche in questo caso, le 2 ricerche rimanenti hanno dato risultati meno chiari ma sempre favorevoli).

Messi insieme, questi risultati appaiono molto promettenti ma, come riportano gli stessi autori della revisione, è fondamentale tenere conto di diverse limitazioni: la maggior parte di questi studi erano condotti su campioni piccoli; molti di essi non specificavano la severità della lesione (e dei conseguenti deficit cognitivi), riducendo quindi l’applicabilità e la replicabilità dei risultati; alcuni non utilizzavano gruppi di controllo e, quando lo facevano, tali gruppi di controllo raramente erano impegnati in attività simili a quelle del gruppo sperimentale; difficilmente venivano valutati i risultati del training cognitivo dopo un adeguato follow-up.

Nonostante i limiti appena menzionati, gli autori concludono che gli interventi di riabilitazione computerizzata delle funzioni cognitive abbiano effetti benefici su attenzione e funzioni esecutive dopo cerebrolesione acquisita.

Ad oggi però mancano ancora linee guida e protocolli standardizzati. Per far ciò serviranno numerosi RCT e studi con follow-up a lungo termine; una volta realizzato, questo tipo di trattamento consentirà, come già accennato, di aumentare l’accessibilità alla riabilitazione neuropsicologica di molti pazienti.

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