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Il cervello possiede un limite innato alla quantità di informazioni che può processare in un dato periodo di tempo. Per funzionare effettivamente, deve esserci un meccanismo per selezionare specifiche informazioni per il successivo processamento (Banich, 2004).

Nella maggior parte dei modelli teorici l’attenzione è un sistema complesso di componenti interattive che permettono alle persone di filtrare informazioni rilevanti e irrilevanti in base alle intenzioni, mantenere e manipolare le rappresentazioni mentali, monitorare e modulare le risposte agli stimoli (Strauss et al., 2006).

I modelli normalmente distinguono tra componenti come allerta/arousal, attenzione focalizzata, attenzione selettiva, attenzione divisa, e attenzione sostenuta o vigilanza. Inoltre non è stato raggiunto un consenso e alcuni termini sembrano avere una certa sovrapposizione o essere sinonimi (per esempio, attenzione focalizzata e selettiva). Inoltre, i test per la valutazione dell’attenzione solitamente misurano più di un processo attentivo, a cui si aggiunge il fatto che i processi attentivi non possono essere valutati isolatamente (Strauss et al., 2006).

Questi aspetti vanno tenuti molto in considerazione nell’interpretare le performance nei test ed è necessario inoltre conoscere gli aspetti evolutivi del funzionamento attentivo (compresa la sua interazione con aspetti dello sviluppo delle funzioni esecutive), sia per chi lavora con i bambini che con gli adulti e gli anziani (per tenere in opportuna considerazione la traiettoria evolutiva delle abilità attentive negli anni dell’invecchiamento).

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Proviamo ora a stilare un elenco (non esaustivo) dei test attentivi, con relativa descrizione per i più importanti:

  • Paced Auditory Serial Addition Task (PASAT). Si tratta di un compito di addizioni seriali usato per la valutazione dell’attenzione divisa. della memoria di lavoro, e della velocità di processamento delle informazioni. È tarato su individui che vanno dai 14 ai 76 anni d’età e richiede 20-30 minuti per la somministrazione. Dal punto di vista dell’attendibilità, il test presenta una consistenza interna molto alta (Crawford et al., 1998), eccellente tenuta al test-retest (McCaffrey et al., 1995), Ma risente di importante effetto apprendimento. Inoltre sembra molto sensibile al trauma cranico lieve e grave, più di quanto non avvenga con altre misure come il TMT e il Digit Span (Cicerone et al., 1997; Ponsford & Kinsella, 1992). Data inoltre la sua sensibilità ai deficit cognitivi conseguenti alla sclerosi multipla, questo test è stato consigliato come misura chiave nei trial clinici che coinvolgono questo tipo di pazienti. Sembra inoltre avere una buona validità ecologica, riuscendo a predire le difficoltà quotidiane lamentate dai pazienti e la capacità di questi ultimi di reinserirsi nel mondo del lavoro anche a distanza di molto tempo dall’evento traumatico. Si raccomanda comunque cautela nell’interpretazione dei dati perché i risultati possono risentire molto di difficoltà di calcolo del paziente (Strauss et al., 2006).
  • Test dei mesiSi tratta di un compito analogo al PASAT ma al posto delle addizioni si deve fare un costante confronto fra il mese ascoltato e il precedente, per dire quale dei due viene prima. È usato per la valutazione dell’attenzione divisa. della memoria di lavoro, e della velocità di processamento delle informazioni. È tarato su individui che vanno dai 14 ai 76 anni d’età e richiede 20-30 minuti per la somministrazione.
  • Test delle paroleSi tratta di un compito analogo al precedente ma richiede che si generi una parola che inizi con la terza lettere della penultima parola via via ascoltata. È usato per la valutazione dell’attenzione divisa. della memoria di lavoro, e della velocità di processamento delle informazioni. È tarato su individui che vanno dai 14 ai 76 anni d’età e richiede 20-30 minuti per la somministrazione.
  • Symbol Digit Modalities Test (SDMT). Richiede integrità di vigilanza e memoria di lavoro (Barletta-Rodolfi, Ghidoni, & Gasparini, 2011) e consiste nell’associazione di un numero a un simbolo o viceversa. È tarato su soggetti dai 20 agli 80 anni d’età.
  • Test of Everyday Attention (TEA). Batteria per la valutazione dell’attenzione nelle varie componenti che propone compiti in apparenza più ecologici.
  • Test of Attentional Performance (TAP)Batteria computerizzata composta da 12 diversi compiti che spaziano fra le varie componenti attentive, andando dall’allerta all’aggiornamento di memoria di lavoro.
  • Trail Making Test (TMT). Test composto di due parti: la prima in cui il soggetto deve collegare più rapidamente possibile i numeri, sparsi su un foglio, dal più piccolo al più grande, la seconda in cui si deve alternare un numero a una lettera, andando in ordine crescente e in ordine alfabetico. Richiede attenzione selettiva e flessibilità cognitiva. È di rapida somministrazione ed è tarato su persone che vanno dai 15 ai 79 anni di età, o anche fino ai 96 anni di età nella versione dell’ENB-2 (vedi qui nel dettaglio).
  • Symbol Digit Test (SDT) e Digit Symbol Test (DST).
  • Line-Trait-Test (LTT).
  • Matrici attentive. Test di attenzione selettiva basato su un compito di cancellazione. Alcuni autori lo considerano un buon strumento per la valutazione dell’attenzione in diversi aspetti: velocità, capacità di detezione, interazione tra memoria di lavoro e processi visuo-attentivi (Barletta-Rodolfi, Ghidoni, & Gasparini, 2011).
  • Multiple Feature Cancellation Target (MFCT). È un compito di attenzione selettiva di rapida somministrazione, in cui il soggetto deve trovare dei target su un foglio nel minor tempo possibile. Presenta soltanto un cut-off al di sotto del quale la prestazione viene considerata deficitaria.
  • Dual Task. Test che richiede memoria di lavoro e attenzione divisa (Barletta-Rodolfi, Ghidoni, & Gasparini, 2011). Consiste in una parte di Span di memoria a breve termine verbale, in una parte in cui si deve tracciare un percorso e, infine, una parte in cui devono essere svolti entrambi i compiti contemporaneamente per valutare il decremento della performance. Richiede cira 10-15 minuti per la somministrazione della prova ed è tarata su soggetti che vanno dai 18 ai 98 anni d’età. È uno strumento sensibile ai danni al lobo frontale (Barletta-Rodolfi, Ghidoni, & Gasparini, 2011).
  • Attenzione visiva (NEPSY-II). Test di cancellazione per soggetti che vanno dai 3 ai 16 anni di età. Si trova all’interno della NEPSY-II.
  • Attenzione uditiva (NEPSY-II). Test di attenzione selettiva uditiva per l’età evolutiva presente nella NEPSY-II.
  • Set di risposta (NEPSY-II). Test di attenzione selettiva uditiva per l’età evolutiva, con l’aggiunta di componenti inibitorie e di flessibilità cognitiva. si trova nella NEPSY-II.
  • Attenzione visiva selettiva (BVN 5-11; BVN 12-18). Si tratta del MFCT tarato in età evolutiva.
  • Attenzione uditiva selettiva (BVN 5-11; BVN 12-18). Compito in cui il soggetto deve prestare attenzione a una parola target che si presenta diverse volte all’interno di una serie di parole di circa 3 minuti di durata.
  • Test di attenzione uditiva (BIA). Test per bambini dai 5 agli 11 anni di età, nel quale è richiesto di contare il numero di suoni che si presentano in ogni item a latenze variabili.
  • Test CP (BIA). Test di attenzione visiva selettiva basato sulla cancellazione di stimoli target in mezzo a molti distrattori.

 

Come si può facilmente comprendere dalla descrizione dei test, dal punto di vista della validità di costrutto, i compiti attentivi possono sovrapporsi ad altri domini neuropsicologici “distinti” come le funzioni esecutive e la memoria. Per esempio, per un’adeguata performance in un compito di “attenzione divisa”, la persona deve dimostrare capacità di inibizione e flessibilità, processi cognitivi che rientrano solitamente nell’ambito delle funzioni esecutive (Strauss et al., 2006). È quindi fondamentale per il clinico tener presente questi aspetti nell’interpretazione delle performance.

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