La maggior parte di noi studia abitualmente leggendo a mente, cioè nella propria testa. Nonostante ciò, la maggior parte degli strumenti per indagare le capacità di lettura di bambini e ragazzi si basa sulla lettura ad alta voce. Si tratta di un parametro di valutazione affidabile? Sì e no. I problemi si presentano quando a essere valutati sono adolescenti e adulti, perché lì la velocità di lettura ad alta voce incontra un limite che non è dovuto alla velocità di lettura in sé, ma alla capacità con cui possiamo articolare i suoni. Infatti, è molto difficile, se non per alcuni, articolare più di sette/otto sillabe al secondo. Nei normolettori, questo è il “tetto” della velocità di lettura ad alta voce, un valore su cui possono appiattirsi persone che, in realtà, avrebbero velocità di lettura a mente completamente diverse.

Possiamo legittimamente chiederci: perché continuiamo a stimare le capacità di lettura basandoci sulla lettura ad alta voce? Fondamentalmente perché la velocità di lettura ad alta voce è considerata più semplice da valutare. Ascoltando la lettura possiamo riconoscere il tipo di errore, individuare i punti di blocco, e sapere a che punto è arrivato il soggetto. Questi problemi emergono quando valutiamo la lettura “silente”.

Il problema non è irrilevante, in quanto è necessario assicurarsi che il soggetto stia effettivamente leggendo e non saltando da una parte all’altra del brano. Effettivamente, passando in rassegna i tentativi di misurare la velocità di lettura a mente, si incontrano dei tentativi troppo “sporchi” dal punto di vista della misurazione proprio nel tentativo di accertarsi che la persona avesse letto effettivamente tutto: in alcuni casi veniva chiesto di separare con un trattino le parole di intere stringhe senza spazi, a volte venivano usate tecnologie di eye-tracking, altre volte ancora si chiedeva, alla fine, di rispondere a domande di comprensione.

Nell’articolo How fast can we read in the mind? Developmental trajectories of silent reading fluency di Ciuffo, Myers, Ingrassia, Milanese, Venuti, Alquino, Baradello, Stella e Gagliano il problema è risolto in modo elegante attraverso un nuovo tipo di strumento valutativo che ha permesso di raccogliere e pubblicare i primi dati a livello mondiale sulla velocità di lettura a mente e sulla sua progressione negli anni delle scuole superiori e dell’università.

A 325 soggetti (normolettori) sono stati somministrati questi test:

  • Liste di parole
  • Liste di non parole
  • Brano
  • Test di lettura silente (novità)

In estrema sintesi, il test di lettura silente è un brano contenente delle istruzioni. Il soggetto legge il brano nella propria testa e, nel momento in cui incontra un’istruzione (si tratta di azioni semplici come mandare un bacio o bussare sul tavolo), la esegue. L’esaminatore registra il tempo in cui vengono compiute le azioni. In questo modo è possibile ottenere una stima attendibile della progressione della lettura e ci si assicura che il soggetto non stia saltando parti del brano.

I dati raccolti (vd. tabella) mostrano che, mentre la velocità di lettura di brano si assesta al famoso “tetto articolatorio”, la velocità di lettura a mente, che non risente di questo vincolo, continua a progredire.

Velocità di lettura a mente

Quali sono le implicazioni pratiche di questo articolo? Un aspetto importante relativo al famoso “tetto di velocità articolatoria” è che esso può essere raggiunto con facilità dai normolettori, ma anche, con qualche difficoltà in più, da alcuni dislessici compensati. Immaginiamo di avere in prima valutazione due adolescenti. Entrambi leggono, ad alta voce, a 7 sillabe al secondo. In realtà, uno di loro ha raggiunto questa velocità molto facilmente, l’altro attraverso anni di compensi. Impossibile capirlo dal dato quantitativo dei test classici. Nella lettura silente (o a mente) si mantiene, invece, la “forbice” tra le prestazioni dei normolettori e dei dislessici. È quindi auspicabile che questo tipo di parametro ricopra un ruolo centrale nelle future valutazioni delle abilità di lettura di adolescenti e adulti.

IN SINTESI.

Alcune caratteristiche interessanti della lettura a mente:

  • Negli adulti è la modalità di lettura per eccellenza, questo rende la prova più “ecologica”
  • La sua velocità è circa il doppio di quella ad alta voce
  • A differenza della lettura ad alta voce, aumenta costantemente dal primo anno delle scuole superiori all’ultimo di università
  • A differenza della lettura ad alta voce, non raggiunge un “effetto tetto” dovuto alla capacità di articolare rapidamente i suoni
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