Abbiamo già parlato della possibilità che potenziare le funzioni esecutive migliori le capacità di linguaggio in persone con afasia; abbiamo anche parlato dell’importanza dell’attenzione sostenuta nell’afasia, così come di come le fluttuazioni attentive predicano i deficit linguistici nell’afasia.

Oggi invece vogliamo parlare di una ricerca[1] per capire se e quale misura le funzioni esecutive aiutino a predire il recupero dall’afasia dopo la riabilitazione.

La ricerca

Un gruppo di ricercatori canadesi ha analizzato la letteratura scientifica sull’argomento conducendo una revisione sistematica e cercando di rispondere al seguente quesito:

Il livello delle funzioni esecutive è correlato ai miglioramenti ottenuti con riabilitazione del linguaggio in persone con afasia post-ictus?

Da un totale di 3611 articoli scientifici sono stati selezionati 15 studi aventi le caratteristiche per rispondere al quesito posto dagli autori di questa ricerca. Sono stati esaminati diversi tipi di trattamento per il linguaggio i cui risultati sono stati messi in relazione a diversi tipi di funzioni esecutive.

I risultati

Complessivamente le funzioni esecutive e/o le abilità cognitive misurate alla baseline, quando comparate con le abilità di linguaggio, risultavano correlate al miglioramento dopo trattamento nella gran parte degli studi. Gli autori fanno notare inoltre che negli studi in cui le funzioni esecutive o le abilità cognitive correlavano con i miglioramenti indotti dal trattamento, non sempre questa correlazione veniva riscontrata tra abilità di linguaggio alla baseline e miglioramenti post-trattamento; viceversa, in tutti gli studi in cui era presente un’associazione tra abilità di linguaggio e miglioramenti dopo il trattamento, era presente anche una correlazione tra funzioni esecutive e tali miglioramenti.
Tutto ciò porta gli stessi autori a ritenere le funzioni esecutive come un indicatore più robusto dei possibili miglioramenti ottenibili con una riabilitazione del linguaggio rispetto alle stesse capacità linguistiche alla baseline.

Inoltre, se da un lato sono state trovate frequentemente correlazioni positive fra il livello delle funzioni esecutive e il grado di miglioramento in seguito ala riabilitazione, dall’altro lato nessuno studio ha trovato le Matrici Progressive Colorate di Raven correlate al miglioramento post-trattamento. Al contrario risultavano importati predittori le seguenti componenti delle funzioni esecutive: attenzione divisa, inibizione, memoria di lavoro, pensiero generativo e automonitoraggio. Sembrerebbe quindi utile una valutazione che tenga conto di molteplici ma specifici aspetti esecutivi.

Inoltre, data l’influenza che l’afasia potrebbe avere sulla valutazione delle funzioni esecutive, sulla base dei dati emersi dalla revisione sistematica, gli autori della ricerca riferiscono l’importanza di utilizzare misure di tipo visuo-spaziale per sondare le funzioni esecutive in quanto tali misure appaiono come un buon indicatore del successo della riabilitazione dell’afasia.

Da rilevare inoltre che le funzioni esecutive risultavano essere un predittore di miglioramenti con la riabilitazione nei casi di afasia moderata-severa.

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