Il 26 maggio ho avuto il piacere di partecipare in qualità di relatore, in compagnia del prof. Savelli e della dott.ssa Roppa, all’evento di lancio dell’app “Il castello delle parole” realizzata dalla startup Flick Lab (gruppo vincitore del concorso PIN Pugliesi INnovativi) di cui fa parte la logopedista dott.ssa Chiara Lavopa.

Già nel corso del mio intervento a Handimatica (qui le slide), avevo annunciato che quest’anno avremmo assistito all’avvento di nuove e interessanti app non tanto per merito di grandi case editrici – che continuano a mantenere un atteggiamento di attesa nei confronti del mercato mobile – quanto per l’intraprendenza di giovani colleghi e colleghe che, dalla progettazione alla realizzazione, stanno prendendo per mano il futuro dei software dedicati alle difficoltà di linguaggio e apprendimento. Si tratta di iniziative da incoraggiare perché dimostrano grande amore per il proprio lavoro al punto da assumersi rischi  imprenditoriali che attualmente nessun altro sembra voler correre.

Il castello delle parole

Il gioco

Per quanto riguarda la realizzazione, possiamo dire sicuramente che “Il castello delle parole” è un’app tanto ragionata quanto curata nei dettagli. Le diverse attività relative allo sviluppo delle capacità metafonologiche sono realizzate in modo meticoloso, risultando coinvolgenti e appaganti anche dal punto di vista grafico; inoltre, non vengono mostrate come un catalogo di esercizi tra cui scegliere, ma sono inserite all’interno di una storia, altro elemento di forte coinvolgimento per i bambini. Gioco dopo gioco, avversario dopo avversario, sotto la guida del mago Flick, percorreremo le stanze del castello fino ad affrontare il drago finale, sconfitto il quale diventeremo i re (o le regine) del castello.

Le attività, divise in tre livelli di difficoltà, riguardano:

  • Sintesi sillabica
  • Segmentazione sillabica
  • Coppie minime
  • Rime
  • Manipolazione sillabica
  • Sintesi fonemica/Rebus
  • Segmentazione fonemica e Composizione
  • Fluenza sillabica

La cura nella realizzazione del prodotto – e la professionalità della collega logopedista – si notano nella strutturazione delle attività che progrediscono da quelle più semplici a quelle più complesse; ogni sessione è preceduta da una fase di addestramento – in cui viene spiegato in modo chiaro cosa viene richiesto dall’esercizio – e si conclude con un momento di ricompensa, sempre attinente alla trama del gioco.

Pro e Contro

L’app non ha nulla da invidiare a titoli prodotti da marchi blasonati: è coinvolgente, efficace, curata in ogni dettaglio. A voler cercare il pelo nell’uovo potrei rilevare solo l’uso del colore rosso per indicare alcune risposte corrette (una violazione della classica convenzione che vuole il rosso come colore dell’errore), mentre tra i margini di miglioramento abbiamo sicuramente l’ampliamento degli stimoli (che comunque non sono già pochi). Così come accaduto per l’app Fonemi illustrati sarebbe molto bello vedere un giorno un analogo “fisico” del gioco, con tessere per le diverse attività e un tabellone per rappresentare la scalata al castello.

Si tratta in definitiva di un’ottima app da consigliare non soltanto ai bambini con difficoltà di linguaggio, ma a tutti i bambini che, divertendosi, potranno migliorare quelle abilità utili come prerequisiti per gli apprendimenti scolastici.

Il prezzo è sicuramente più alto rispetto alla media delle app, ma in linea (se non più basso) rispetto ai prodotti relativi a questo ambito. Inoltre, per la versione Android, è possibile scaricare una demo gratuita.

Voto finale: 10 e lode a Flick Lab!

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