Probabilmente chiunque si occupi di Dislessia Evolutiva e, più in generale, di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), sa che uno dei test che ricorre più spesso nelle valutazioni diagnostiche è la WISC-IV, strumento utilizzato per la misurazione del QI allo scopo di escludere un deficit intellettivo come causa delle problematiche scolastiche.

Come noto, la WISC-IV è composta da numerosi test (subtest) che valutano differenti capacità come le abilità di ragionamento verbale (Indice di Comprensione Verbale), le abilità di ragionamento visuo-spaziale (Indice di Ragionamento Visuo-percettivo), la memoria di lavoro (Indice di Memoria di Lavoro) e la velocità con cui vengono processate le informazioni (Indice di Velocità di Elaborazione). Il QI invece rappresenta un indicatore sintetico delle capacità generali del bambino, derivante dai punteggi in gran parte dei subtest che compongono la WISC-IV.

In un interessante ricerca di Michele Poletti[1], sono stati confrontati i profili intellettivi emersi con la WISC-IV in diversi tipi di DSA: per valutare la possibile presenza di specifici profili cognitivi e quali siano gli indicatori più informativi derivanti dall’utilizzo di questa batteria testistica.

Analizzando un campione di soggetti con DSA e confrontando le loro prestazioni con un altro gruppo di soggetti privi senza deficit nella lettura, scrittura o calcolo sono emersi i seguenti dati rilevanti:

  1. In più del 50% dei casi, i soggetti con DSA non avevano un QI interpretabile a causa di ampie discrepanze tra i vari indici risultanti dalla somministrazione della WISC-IV. In questi casi la miglior stima delle abilità intellettive di questi bambini e ragazzi è rappresentata dall’Indice di Abilità Generale (un punteggio che riflette le abilità di ragionamento al netto dei punteggi nelle prove di memoria di lavoro e velocità di elaborazione).
  2. Nei DSA si riscontra più frequentemente della media una discrepanza tra Indice di Abilità Generale rispetto all’Indice di Competenza Cognitiva (punteggio sintetico che rispecchia l’efficienza con cui una persona elabora le informazioni, sintetizzando la memoria di lavoro e la velocità di elaborazione), a scapito di quest’ultima.
  3. I bambini con DSA ottengono mediamente punteggi più bassi nellIndice di Memoria di Lavoro, nell’Indice di Velocità di Elaborazione e nel subtest Somiglianze.
  4. La dislessia si associa frequentemente a punteggi più bassi nelll’Indice di Velocità di Elaborazione, nello specifico a punteggi più bassi nel subtest Cifrario.
  5. Nella Discalculia Evolutiva, sia in forma isolata che in associazione ad altri DSA, si riscontrano mediamente deficit cognitivi più generali che coinvolgono l’intelligenza fluida, la memoria di lavoro e la velocità di processamento delle informazioni.
  6. La Disortografia Evolutiva non si associa ad alcun deficit particolare riscontrabile nella WISC-IV

Partendo da questi dati l’autore propone alcune riflessioni. Innanzitutto la discrepanza Indice di Abilità Generale e Indice di Competenza Cognitiva (IAG > ICC) dovrebbe essere vista come un “indicatore cognitivo” dei DSA che potrebbe riflettere un’inefficienza delle funzioni esevutive che potrebbero impattare sull’efficienza nel processamento delle informazioni ancor più che sulle abilità di ragionamento. La presenza inoltre di alterazioni nella memoria di lavoro suggerisce all’autore dello studio che questa funzione cognitiva potrebbe essere il target principale dei trattamenti insieme a quelli relativi alle specificità del singolo disturbo (lettura, scrittura o calcolo). Riguardo alle lievi difficoltà riscontrate mediamente nel subtest di ragionamento verbale Somiglianze, lo stesso autore ipotizza che possa dipendere da un’interazione tra espressione verbale e ridotta memoria di lavoro. Infine, l’assenza di specifiche cadute nei vari punteggi della WISC-IV da parte dei soggetti con Disortografia Evolutiva porta l’autore a concludere che questa batteria testistica non possa essere considerata come uno strumento sufficiente dal punto di vista diagnostico, il quale evidentemente non prevede prove cognitive nelle aree in cui i disortografici presentano maggiori fragilità (per esempio il loop fonologico).
Su quest’ultimo punto in particolare non possiamo che condividere la posizione dell’autore poiché, pur ritenendo la WISC-IV un valido strumento in ambito diagnostico, questa batteria lascia scoperte troppe aree cognitive che possono interferire con l’apprendimento e spiegare le difficoltà che portano molti bambini alla valutazione neuropsicologica. Ciononostante, come evidenziato dall’autore con questa ricerca, si tratta di uno strumento che può fornire importanti indicazioni per ulteriori approfondimenti diagnostici.

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