Molto (troppo) spesso si tende ad arrendersi di fronte a insuccessi nello studio attribuendo le proprie difficoltà alla mancata attitudine per alcune materie. È indubbiamente vero che alcune persone hanno una maggior predisposizione ad apprendere determinati argomenti ma forse si dimentica troppo facilmente che non tutto è predeterminato.

Un recente studio condotto al King’s College di Londra da Davis e collaboratori prova a far chiarezza su questi aspetti esaminando 1550 coppie di gemelli di 12 anni di età. Sebbene siano necessari molti più studi sul’argomento per giungere a risposte definitive, gli autori hanno concluso che circa il 50% dei risultati nelle abilità di lettura e matematica dipenderebbe da fattori genetici.

Un altro aspetto molto rilevante messo in luce da questa ricerca è che le abilità nella lettura e nella matematica sarebbero fortemente interconnesse facendo pensare a un fattore comune che potrebbe influire sullo sviluppo delle competenze in entrambi i settori. Questo secondo risultato potrebbe far riflettere sulla frequente associazione tra le difficoltà di lettura e di calcolo (come spesso avviene nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e potrebbe mettere in dubbio una volta in più la Teoria delle Intelligenze Multiple (cfr. Howard Gardner). Come premesso, si tratta però solo di riflessioni. Per avere risposte attendibili è sempre necessario che siano le ricerche scientifiche a parlare.

Tornando al peso della genetica nell’apprendimento di tipo scolastico, resta invece da chiarire cosa e in quale misura contribuisce a spiegare il restante 50% dei risultati nelle suddette abilità. Possono essere chiamati in causa diversi fattori fra cui (solo per citarne alcuni) gli stimoli cui i ragazzi sono esposti nelle diverse fasi di vita, la motivazione personale, il tipo di istruzione ricevuta e l’approccio allo studio.

Proprio in merito alle modalità di studio vale la pena spendere alcune parole: ci sono infatti numerosi accorgimenti (molto spesso banali e intuitivi) che frequentemente vengono sottovalutati, contribuendo (insieme a cattive abitudini nello studio) all’ottenimento di scarsi risultati, con conseguente demotivazione e abbassamento dell’autostima (“non sono in grado di affrontare certe materie scolastiche”), col rischio di innescare un frustrante circolo vizioso.

Abbiamo voluto riportare la traduzione di due articoli in cui vengono elencate 10 semplici regole che possono aiutare a studiare più efficacemente, e 10 cattive abitudini che contrastano con l’apprendimento. Qui di seguito trovate i rispettivi link:

Le 10 regole del buono studio

Le 10 regole del cattivo studio

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