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Scheda tecnica

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Nome: Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite. Guida pratica per la riabilitazione

Autori: Pamela Iannizzi, Susanna Bergamaschi, Sara Mondini, Daniela Mapelli

Casa editrice: Raffaello Cortina Editore

Anno di uscita: 2015

Descrizione

Come suggerisce il titolo, si tratta di un libro incentrato su possibili esercizi da far svolgere a pazienti con demenza o cerebrolesione acquisita, sia individualmente che in piccoli gruppi.

Dopo una prima parte introduttiva incentrata su aspetti generali e salienti di un buon training cognitivo (principali metodi cognitivi utilizzati, analogie e differenze nel percorso con pazienti affetti da demenza o con cerebrolesione acquisita, differenze fra training di gruppo e individuale, efficacia del trattamento, esemplificazione di casi clinici, ecc.), il volume presenta una lunga serie di esercizi suddivisi per aree: orientamento, attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive. Insieme al libro è presente un CD-ROM per stampare le schede con i vari esercizi descritti.

Struttura del libro

Introduzione

  • Riabilitazione cognitiva, training cognitivo e stimolazione cognitiva. Dopo una prima spiegazione delle diverse terminologie, vengono accennati i principali metodi cognitivi utilizzati nel training cognitivo presentato nel libro, si passa poi a una descrizione del training cognitivo nelle demenze e nelle cerebrolesioni acquisite, passando infine a una breve discussione sugli elementi da tenere in considerazione per stimare l’efficacia del trattamento e la relazione tra potenziamento e riserva cognitiva.
  • Come impostare un training cognitivo. Vengono passati in rassegna diversi elementi fondamentali all’interno del percorso di training quali il paziente, gli altri operatori e i familiari, per poi accennare a come impostare i vari training (di gruppo o individuali), progettarli e organizzarli.
  • Casi clinici. Sono presentati diversi casi di training cognitivi, 1 di gruppo (pazienti con demenza di Alzheimer) e 4 individuali (Alzheimer, Parkinson, deficit mnesici per ictus ischemico, sindrome disesecutiva per trauma cranico).
  • Come utilizzare questo eserciziario. Contiene suggerimenti su come utilizzare al meglio gli esercizi proposti, anche in funzione della tipologia di paziente.

Orientamento

  • Non so che giorno è oggi. Esercizi basati sulla memorizzazione e rievocazione della data.
  • Le stagioni. Esercizi che mirano all’orientamento all’interno delle stagioni, stimolando discussioni al riguardo.
  • Il guardaroba. Attività di discussione sui capi di abbigliamento e il loro utilizzo in funzione della stagione.
  • È tardi! Sono le… Attività di stimolazione cognitiva riguardante l’orientamento temporale all’interno delle ore di una giornata.
  • A spasso per l’Italia. Attività di orientamento geografico all’interno dell’Italia.
  • Destra, sinistra, davanti e dietro. Esercizi per stimolare l’orientamento basato sulle coordinate spaziali (destra, sinistra, avanti, dietro…)

Attenzione

  • Occhio alla parola. Attività incentrate prevalentemente sull’attenzione selettiva uditiva.
  • Scrivo solo se… Esercizi che richiedono un utilizzo importante della memoria di lavoro uditiva.
  • Quanti sono? Attività incentrate prevalentemente sull’attenzione selettiva visiva.
  • Cerca la parola. Esercizi volti a stimolare le abilità di ricerca visuo-spaziale e di attenzione selettiva con materiale verbale.
  • Manca qualche cosa. Esercizi analoghi ai precedenti ma basati su materiale figurativo.
  • L’ho appena visto. In questo caso i compiti prevedono un confronto fra diverse immagini con lo scopo di identificare gli elementi comuni.
  • Leggo, cerco e segno. Attività di attenzione sostenuta e selettiva con materiale scritto.

Memoria

  • Qualche cosa in meno, qualche cosa in più. Il soggetto deve osservare un’immagine contenente diversi elementi e successivamente identificare l’oggetto mancante in una seconda immagine contenente tutti gli elementi visti in precedenza tranne uno.
  • Coppie associate e non. Il paziente deve imparare diverse coppie di parole di numero via via crescente.
  • Cosa c’era nella scena? Il paziente deve memorizzare gli elementi presenti in una scena e poi riconoscerli in un’immagine successiva in cui sono presenti dei distrattori.
  • Il particolare. Al paziente vengono mostrate delle immagini che successivamente devono essere rievocate osservandone soltanto dei particolari.
  • L’arca delle immagini. Attività simile al memory, con coppie di tessere da cercare e ricordare, con difficoltà crescente.
  • Nulla in confronto a Picasso! Esercizi di memorizzazione di disegni e successiva riproduzione a memoria.
  • Mia nonna diceva… Compiti basati sulla rievocazione di proverbi.
  • Un motivetto che fa così. Giochi che tentano di stimolare la memoria attraverso l’utilizzo di canzoni.
  • Non tutti sanno che… Attività di stimolazione dell’apprendimento mediante lettura e rievocazione di informazioni.
  • Ti ho già visto. Esercizi di associazione nome-volto.
  • Ricordo di immagini in sequenza. Memorizzazione di sequenze di azioni e rievocazione dell’immagine mancante in una successiva ripresentazione della stessa sequenza, incompleta.

Linguaggio

  • Come si chiama? Attività di denominazione.
  • Ce l’ho sulla punta della lingua. Attività di fluenza verbale tramite stimolo fonologico.
  • Lo associo a… Esercizi di associazione logica fra concetti tramite presentazione scritta.
  • Le parole intruse… Giochi di logica basati sulla categorizzazione semantica.
  • L’aggettivo. Attività in cui il paziente è chiamato a identificare, relativamente ad alcune parole, l’aggettivo semanticamente errato.
  • Che cosa è? Esercizi di accesso lessicale in seguito a stimolo verbale (definizione della parola da rievocare).
  • Fluenza semantica. Viene chiesto a paziente di scrivere il maggior numero di parole possibile appartenenti a determinate categorie.

Funzioni esecutive

  • Battere mani e piedi. Serie di esercizi che vertono principalmente su attenzione selettiva e sostenuta.
  • Go/no-go. Serie di compiti in cui è richiesto al paziente di compiere una determinata azione in presenza di uno stimolo e di inibire la stessa risposta in presenza di un altro stimolo.
  • Ti racconto una storia. Compiti in cui il paziente, ascoltando delle frasi, deve riordinarle in una sequenza cronologica.
  • Sequenze temporali. Compito analogo al precedente ma su stimolazione visiva.
  • Puzzle. Serie di figure da ricomporre.
  • Cruciverba. Attività in cui il paziente deve trovare la parola corretta ascoltandone la definizione.
  • Stimo che… Serie di esercizi basati su stime cognitive.
  • Griglie incomplete. Sequenze da completare su base logica.
  • Lo scrittore. Compiti in cui al paziente viene chiesto di scrivere lettere seguendo determinate indicazioni.

Pregi e Difetti

PREGI

Questo libro presenta molti spunti utili per strutturare un training in diversi ambiti, soprattutto nell’ambito delle demenze.

Gli esercizi sono spiegati in maniera moto semplice e chiara, con l’aggiunta di utili suggerimenti.

La presenza del CD-ROM, con le schede già ordinate per difficoltà crescente e pronte per essere stampate, rende il compito del riabilitatore molto più agevole.

DIFETTI

Probabilmente il livello di difficoltà a cui si fermano gli esercizi è troppo basso, rendendo questi esercizi, così come sono proposti, troppo poco impegnativi per i soggetti cognitivamente meno compromessi (per esempio, per pazienti con MCI o sclerosi multipla). Va anche detto però che il volume è pensato probabilmente per soggetti già in fase di demenza o con compromissioni importanti in seguito a cerebrolesione, di conseguenza è lecito attendersi una gamma di esercizi di difficoltà poco elevata. È altrettanto vero che un buon riabilitatore può riadattarli andando incontro alle esigenze della propria utenza.

La gamma di compiti inseriti nel libro non è sufficiente da sola per impostare un training cognitivo. Più che di un difetto del libro, in questo caso si tratta di un’avvertenza a chi volesse avvalersi delle utili proposte presenti in questo volume.

Conclusioni

Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite si presta a essere indubbiamente un valido supporto per chi intenda condurre gruppi di stimolazione cognitiva, in particolare nell’ambito delle demenze, fornendo al suo interno una vasta serie di esercizi che possono anche rappresentare degli ottimi spunti da cui partire per svilupparne di nuovi.


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