Descrizione

TimesUp



Caratteristiche

Da 4 a 12 giocatori

Da 8 anni in su

In italiano

Durata media partita: 30′

Contenuto del gioco: 1 clessidra da 40″, 220 carte da 2 parole ciascuna, un blocchetto segnapunti, un sacchetto, regolamento del gioco disponibile anche qui in Pdf

Time’s up è un gioco da tavolo a squadre diviso in tre turni.

All’inizio del gioco si scelgono 30 carte che formeranno il mazzo.

Nel primo turno ogni giocatore cercherà di far indovinare ai suoi compagni la parola contenuta nella carta descrivendola. Questa parte è molto simile al classico Taboo, ma stavolta non ci sono particolari limiti (se non quello di non dire parte della parola o una sua traduzione in un’altra lingua). Il turno finisce quando tutte le 30 carte sono state indovinate.

Nel secondo turno ciascun giocatore deve far indovinare di nuovo le stesse 30 carte, ma stavolta utilizzando una sola parola per carta. È importante quindi usare una parola non ambigua ed è altrettanto importante che gli altri giocatori ricordino le carte uscite in precedenza.

Nell‘ultimo turno, sempre con le 30 carte, ogni giocatore dovrà far indovinare il massimo numero di carte mimando la parola.

Il risultato finale è dato dalla somma dei tre punti.

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L’aspetto più interessante è dato dallo svolgimento del secondo turno, in cui la persona deve selezionare una parola significativa, mentre gli altri esercitano la propria memoria ripassando tutte le parole corrette ascoltate nel turno precedente.

Nella nostra esperienza, Time’s up è molto divertente, al di là dell’aspetto educativo e dell’arricchimento lessicale. Ne è stata creata anche una versione interamente dedicata ai personaggi famosi, ma noi propendiamo per l’edizione classica le cui carte possono essere riutilizzate anche per altri tipi di attività.

Come lo abbiamo personalizzato

Abbiamo cambiato alcune regole di Time’s up per farlo usare a un gruppo di ragazzi con difficoltà ortografiche.

Prima di tutto abbiamo eliminato la clessidra.

Poi abbiamo selezionato le carte contenenti le parole che presentavano i gruppi ortografici più ostici (o le doppie).

Poi abbiamo chiesto a ciascun giocatore della squadra di non dare la risposta a voce ma di scriverla su un foglio. Alla fine del primo turno abbiamo contato le risposte corrette e abbiamo corretto gli errori. Dal secondo turno, dato che le parole erano le stesse del turno precedente, abbiamo detto che avremmo considerato valide solo le risposte scritte correttamente. Stessa cosa nel terzo turno.

La variante è stata molto apprezzata e il meccanismo a punti ha spinto a scrivere anche molti bambini che solitamente si erano mostrati restii a partecipare a questo tipo di compito.

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