A mio avviso, uno degli aspetti più difficili della terapia logopedica è che, indipendentemente dall’ambito, l’obiettivo è quello di modificare un’abitudine. Sia che si tratti di deglutizione, respirazione o voce, stiamo parlando di qualcosa che facciamo ogni giorno e a volte per migliaia di volte al giorno.

Cambiare un’abitudine richiede tempo e costanza. Per questo, se spesso per i logopedisti alle prime armi l’esigenza è quella di capire cosa fare (la “lista degli esercizi”), dopo poco tempo l’esigenza diventa quella di capire come fare a rendere sempre più motivanti e attraenti le attività proposte.

Si sa che la comprensione del significato di quello che si sta facendo aiuta ad aumentare il coinvolgimento e tenere alta la motivazione, ma parlare ai bambini (e spesso anche ai genitori!) in termini di postura linguale e di malocclusioni non aiuterebbe di certo. Tuttavia, con le parole e gli esempi giusti, anche i concetti più difficili possono esssere trasmessi. I tre libri di cui parleremo oggi, ognuno con modalità e obiettivi diversi, ci aiutano proprio in questo.

Togliamo il ciuccio - di Paola Perrone

Togliamo il ciuccio della logopedista Paola Perrone (progetto grafico e illustrazioni di Lisa Ciccone) è diviso in due metà.

Nella prima parte vengono affrontati, attraverso un linguaggio semplice ma molto accurato, i pro e i contro del ciuccio. Nonostante il titolo, infatti, l’autrice non demonizza l’oggetto ma, al contrario, consiglia tempi e modi per introdurlo e, alla fine, liberarsene attraverso una grandissima varietà di strategie, dalla “tecnica dei tre giorni” al dare un sapore sgradevole alla tettarella, passando per una vera e propria cerimonia d’addio. Il terzo capitolo affronta gli aspetti più “tecnici” della deglutizione, delle malocclusioni e della postura linguale, dando ulteriori consigli pratici sull’abbandono del ciuccio a due e tre anni. Inoltre, nel libro non mancano approfondimenti sugli altri vizi orali (come la suzione del dito) e in generale sui danni provocati dalla respirazione orale.

Nella seconda (capitolo 6) vengono presentate sei storie ben illustrate che hanno come protagonisti degli animali che affronteranno il loro percorso di abbandono di ciuccio, biberon, dito e respirazione orale.

Punto di forza: la praticità. Il libro illustra un’ampia varietà di tecniche, approcci, aspetti da tenere in considerazione. Non si tira indietro quando si tratta di consigliare la forma o il materiale migliore per il ciuccio, o i giusti tempi per la sua eliminazione. Se è vero che ogni bambino è diverso, è altrettanto vero che, tra tutte le strategie presentate, troverete sicuramente quella – o più probabilmente quelle che fanno al caso vostro.

Togliamo il ciuccio - di Paola Perrone

Chiudi la bocca è un “manuale di giochi e attività per respirare correttamente” realizzato dalle logopediste Anna Bosco e Chiara Castellani e illustrato da Alice Walczer Baldinazzo.

Come dice il titolo, “Chiudi la bocca” raccoglie delle attività per condurre il bambino dalla respirazione orale a quella nasale. Nella parte teorica troviamo una parte teorica sull’importanza della respirazione orale e alcuni consigli utili sui lavaggi nasali. Nella parte pratica troviamo un’ampia varietà di storie seguite da giochi (facilmente realizzabili) per migliorare la percezione della respirazione, la respirazione in movimento (con una serie di figure adattate dallo yoga) e, infine, il soffio nasale. Tutte le storie e le attività sono illustrate con uno stile che non distrae, ma al contrario sottolinea il focus dell’attività.

Punto di forza: la varietà. Le autrici hanno sfruttato la proverbiale creatività delle logopediste per proporre situazioni e attività sempre differenti per ogni obiettivo. Personalmente ho particolarmente apprezzato il gioco sul riconoscimento degli odori che unisce agli obiettivi della respirazione nasale anche una “educazione olfattiva” per un senso spesso molto trascurato rispetto a vista, tatto, gusto e udito.

Togliamo il ciuccio - di Paola Perrone

Respinaso e i suoi superpoteri è stato ideato, scritto e illustrato dalla logopedista Giulia Amianti.

Il fumetto racconta la storia di Respinaso, un… naso alla scoperta dei suoi superpoteri in compagnia degli amici Linguazione, Dentiritti e Muralabbra. Con il naso sentiamo gli odori, produciamo dei suoni, riscaldiamo e umidifichiamo l’aria, ma soprattutto respiriamo. O meglio, dovremmo. Capita, per diversi motivi, che alcuni bambini tendano a respirare con la bocca anziché col naso, con conseguenze negative sulla salute (maggior rischio di otiti, mal di testa, ecc.), sulla qualità del sonno e sullo sviluppo del distretto bucco-facciale. Attraverso una serie di attività progressive (proposte attraverso lo svolgimento) della storia il bambino verrà condotto verso una corretta respirazione nasale.

Punto di forza: la gradualità. Le diverse attività vengono proposte gradualmente, spiegate e, successivamente, riproposte in modo più elaborato. L’avventura di Respinaso diventa, così, l’avventura del bambino alla scoperta della respirazione nasale.

L’autore non ha ricevuto nessun compenso per le recensioni contenute in questa pagina.

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