La sclerosi multipla è una malattia cronica demielinizzante del sistema nervoso centrale caratterizzata da lesioni molto diffuse del cervello e del midollo spinale che comportano un’ampia gamma di sintomi [11]. Come abbiamo già discusso in precedenza, è molto frequente riscontrare deficit cognitivi nelle persone con sclerosi multipla e si stima che la loro prevalenza sia tra il 40% e il 73% [6]. Queste difficoltà conducono spesso riduzione del profilo occupazionale, diminuzione delle attività sociali e peggioramento nella qualità di vita  [13]. Gli ambiti più frequentemente interessati riguardano l’apprendimento di nuove informazioni, l’attenzione, la velocità di processamento delle informazioni e le funzioni esecutive [13] [9] [10] [7] [8] [1], e questi deficit aiutano spesso a predire il grado di disabilità a distanza di anni [6].

Visto l’impatto che tali problemi cognitivi comportano sulla vita quotidiana, la ricerca degli ultimi anni ha dedicato molto spazio allo studio e allo sviluppo di diversi metodi riabilitativi nell’ambito della sclerosi multipla. Lo scopo della riabilitazione neuropsicologica dovrebbe essere proprio la riduzione di queste difficoltà e recentemente sono stati creati differenti programmi di trattamento, soprattutto computerizzati. Dalle ricerche più recenti è possibile concludere almeno due cose:

  • I deficit di memoria possono essere ridotti con opportuni training, come messo in evidenza più volte dagli studi di Chiaravalloti e colleghi [4] [5] [3]. Almeno una parte dei pazienti sottoposti a questo tipo di riabilitazione avrebbe mostrato benefici sulla memoria e sul funzionamento quotidiano.
  • Sebbene servano evidenze ulteriori, sembrerebbe che i trattamenti computerizzati possano dare benefici. Diversi studi hanno dato importanti risultati e in particolare due ricerche, dopo dei training su memoria di lavoro [11] o di velocità di elaborazione, ragionamento logico e pianificazione [2] hanno mostrato miglioramenti significativi in tante funzioni cognitive tipicamente alterate nella sclerosi multipla, come l’attenzione sostenuta, la velocità di elaborazione, la capacità di memorizzare nuove informazioni, la memoria di lavoro e le funzioni esecutive.

A fronte di quanto detto, benché la sclerosi multipla venga prevalentemente percepita come una malattia invalidante dal punto di vista “fisico”, è ormai ovvia l’importanza degli aspetti cognitivi, che troppo spesso vengono sottovalutati, soprattutto sapendo che certe difficoltà possono essere ridotte. Inoltre, alcuni autori [11] hanno messo in evidenza come la risposta a certi tipi di riabilitazione neuropsicologica possa variare in base ai deficit di base, rendendo opportuni diversi tipi di trattamento in base al profilo cognitivo del paziente. Appare quindi necessaria una valutazione neuropsicologica approfondita per capire quale sia la strategia da adottare più opportuna, anche in vista di una possibile riabilitazione degli aspetti deficitari.


Potrebbe interessarti anche:

Può interessarti anche:  Sclerosi multipla: profilo cognitivo e attività quotidiane

Bibliografia

  1. Benedict R H B & Zivadinov R (2011). Risk factors for and management of cognitive dysfunction in multiple sclerosis, Nature Reviews Neurology, vol. 7, no. 6, pp. 332–342.
  2. Bonavita S, Sacco R, Della Corte M, Esposito S, Sparaco M, D’ambrosio A, et al(2015). Computer-aided cognitive rehabilitation improves cognitive performances and induces brain functional connectivity changes in relapsing remitting multiple sclerosis patients: An exploratory study. J Neurol. 262:91–100.
  3. Chiaravalloti N D, De Luca J (2015). “The influence of cognitive dysfunction on benefit from learning and memory rehabilitation in MS: a sub-analysis of the MEMREHAB trial,” Multiple Sclerosis, vol. 21, no. 12, pp. 1575–1582
  4. Chiaravalloti N, Demaree H, Gaudino E, De Luca J(2003). Can the repetition effect maximize learning in multiple sclerosis? Clin Rehabil. 17:58–68.
  5. Chiaravalloti N D, Moore N B, Nikelshpur O M, et al. (2013). An RCT to treat learning impairment in multiple sclerosis: The MEMREHAB trial. Neurology; 81: 2066–2072.
  6. Deloire M, Ruet A, Hamel D, Bonnet M, Brochet B (2010). Early cognitive impairment in multiple sclerosis predicts disability outcome several years later. Mult Scler 16:581–58.
  7. Demaree H, DeLuca J, Gaudino E, Diamond B(1999). Speed of information processing as a key deficit in multiple sclerosis: implications for rehabilitation. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 67:661–3.
  8. Foong J, Rozewicz L, Quaghebeur G, Davie C, Kartsounis L, Thompson J, et al(1997). Executive function in multiple sclerosis. The role of frontal lobe pathology. Brain. 120(Pt1):15–26.
  9. Kujala P, Portin R, Ruutiainen J (1996). Memory deficits and early cognitive deterioration in MS. Acta Neurol Scand.;93:329–35.
  10. Litvan I, Grafman J, Vendrell P, Martinez JM, Junqué C, Vendrell JM, et al(1988). Multiple memory deficits in patients with multiple sclerosis. Exploring the working memory system. ArchNeurol. 45:607–10.
  11. Pedullà L, Brichetto G, Tacchino A, Vassallo C, Zaratin P, Battaglia MA, Bonzano L and Bove M (2016). Adaptive vs. non-adaptive cognitive training by means of a personalized App: a randomized trial in people with multiple sclerosis. Journal of Neuro Engineering and Rehabilitation. 13:88.
  12. Rao SM, Leo GJ, Bernardin L, Unverzagt F(1991). Cognitive dysfunction in multiple sclerosis. I. Frequency, patterns, and prediction. Neurology.;41:685–91.
  13. Rao SM, Leo GJ, Ellington L, Nauertz T, Bernardin L, Unverzagt F(1991). Cognitive dysfunction in multiple sclerosis. II. Impact on employment and social functioning. Neurology. 41:692–6.
Può interessarti anche:  La memoria prospettica nella Sclerosi Multipla

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca