Quasi tutti nella vita abbiamo sperimentato frustrazioni dovute a defaillance della nostra memoria. Di fronte a tante informazioni da memorizzare, quante volte ci siamo convinti di avere una pessima memoria e di non potercela fare?

I comuni mortali fanno i conti quotidianamente con evidenti limiti di memoria ma, stando alle evidenze accumulate negli ultimi anni, le cose non necessariamente devono rimanere così.

Un interessante studio condotto su tassisti londinesi ha mostrato come il cervello si modifica in seguito a ripetuto e intenso esercizio.

Non tutti sanno che per diventare tassista  a Londra occorre superare un durissimo esame in cui il candidato deve dimostrarsi in grado di sapersi spostare da un qualsiasi punto a un altro della città conoscendo a memoria tutte le strade (circa 25.000). Nella suddetta ricerca sono state fatte delle scansioni dei cervelli dei candidati per osservarne i cambiamenti indotti dall’attività di studio intenso. Ne è risultata una modificazione (aumento di materia grigia) in una parte dell’ippocampo, un’area cerebrale determinante nell’acquisizione (e probabilmente anche nel recupero) di nuove informazioni in memoria.

A ciò si aggiungono molti dati sperimentali che vengono costantemente raccolti riguardo all’efficacia degli allenamenti della memoria (di diversi tipi). Va inoltre precisato che molti di questi studi vengono condotti su persone anziane, le cui abilità mmnemoniche si pensava (fino a pochi anni fa) non fossero suscettibili di miglioramento. Che cosa potrebbe fare allora un giusto e costante esercizio della memoria nei giovani? Quali scenari si potrebbero prevedere per la scuola del futuro?

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