Tempo fa vi avevamo parlato di come suonare uno strumento musicale potesse aiutare a leggere meglio, almeno stando ai dati riportati da una ricerca italiana nel 2015[2]. Avevamo anche parlato della possibile relazione fra dislessia e capacità attentive, soprattutto la capacità di orientare l’attenzione visiva nello spazio[3].

Stavolta, un team di ricercatori italiani[5] avrebbe dimostrato che facendo giocare dei bambini dislessici con dei videogiochi d’azione migliorerebbe la loro capacità di lettura senza mai allenarla direttamente. In realtà il gruppo di ricerca di Franceschini non è nuovo a studi di questo tipo: già in passato aveva pubblicato esperimenti in cui si evidenziavano i benefici di videogiochi sulla lettura; finora però le loro ricerche erano state condotte su bambini italiani[4], ricevendo la critica secondo cui gli effetti del training sarebbero in parte dovuti alle caratteristiche della scrittura italiana, molto più ‘trasparente’ rispetto ad altre, come ad esempio quella inglese[1] (in italiano c’è corrispondenza quasi esatta fra lettera scritta e suono pronunciato, molto più che in altre lingue).

Di recente però il team appena citato ha condotto uno studio su bambini dislessici australiani, quindi di lingua inglese, ottenendo risultati analoghi a quanto osservato su bambini italiani

Quali risultati e in che modo sono stati ottenuti?

Sono stati selezionati due gruppi di bambini dislessici: un gruppo è stato fatto giocare con videogiochi d’azione per un certo periodo di tempo, mentre l’altro gruppo è stato fatto giocare per lo stesso tempo con videogiochi non di azione. Entrambi i gruppi sono stati testati nella loro capacità di lettura e altre abilità cognitive, sia prima che dopo il training per verificare la presenza di modificazioni delle loro performance.
I risultati sono stati apparentemente sorprendenti: soltanto il gruppo di bambini che aveva giocato con i videogiochi d’azione migliorava nella velocità di lettura. Come se ciò non bastasse, i miglioramenti di performance riguardavano anche le capacità attentive e di memoria di lavoro fonologica (quest’ultima da sempre associata alle abilità di lettura). Una possibile spiegazione di questi miglioramenti l’avevamo già data precedentemente (vedi qui).

In attesa di avere ulteriori dati da questo ambito scientifico, non sembra male l’idea di poter leggere meglio semplicemente giocando, soprattutto per i ragazzi. Resta però da vedere come la prenderanno i genitori.

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