Abbiamo già scritto in passato riguardo all’utilizzo dei videogiochi per migliorare le capacità di lettura nei bambini con dislessia, sia della relazione fra capacità attentive e dislessia. Più recentemente Franceschini e Bertoni[1], due ricercatori con numerose pubblicazioni scientifiche all’attivo su questo argomento, hanno condotto uno studio per continuare a indagare i possibili effetti dei videogiochi d’azione sulle capacità di lettura in bambini con Dislessia Evolutiva.

È stato selezionato un piccolo gruppo di 18 bambini con diagnosi di Dislessia Evolutiva, sottoponendolo a una serie di test di lettura e di memoria a breve termine fonologica. Successivamente tutti i bambini hanno preso parte a un training di 2 settimane, per un totale di 12 sedute da un’ora ciascuna, che consisteva nel giovare a 1 fra due possibili videogiochi d’azione. Questi due videogiochi si caratterizzano per “un’enfasi sui processi di percezione periferici e globali, alta velocità in termini di eventi transienti multipli e oggetti in movimento, in maniera sia spazialmente che temporalmente imprevedibile, e alto livello di carico percettivo e motorio”[1].

Alla fine di questo breve training i bambini sono stati sottoposti agli stessi test utilizzati in fase iniziale per valutarne gli effetti.

Dalla ricerca sono emersi diversi effetti interessanti:

  • Come previsto, il training si è rivelato efficace nel velocizzare la lettura, raggiungendo in due settimane un incremento di rapidità (0,11 sillabe al secondo) quasi pare all’evoluzione spontanea attesa in un anno in bambini normolettori (0,15 sillabe al secondo)
  • All’aumento delle capacità nel videogioco corrispondeva anche un aumento della memoria a breve termine fonologica
  • Nell’arco delle due settimane alcuni bambini non incrementavano le loro performance al videogioco e non tutti i bambini miglioravano nella rapidità di lettura
  • Il miglioramento nel videogioco correlava con l’aumento di velocità nella lettura. Detto in altri termini, i bambini che mostravano scarsi miglioramenti nel videogioco mostravano anche scarsi miglioramenti nella lettura.
  • C’era una correlazione inversa tra aumento di velocità di lettura e numero di errori nella stessa prova, cioè all’aumentare della rapidità corrispondeva una diminuzione di correttezza.

Sebbene lo studio sia stato condotto con un numero esiguo di partecipanti e senza gruppo di controllo, non è possibile ignorare le informazioni rilevanti e i dubbi sollevati da questa ricerca. Innanzitutto, viene confermata la possibilità di velocizzare la lettura (uno degli aspetti più difficili da trattare) con un training dalla veste fortemente ludica, elemento molto rilevante per i professionisti che loro lavoro devono fare i conti con la scarsa motivazione che spesso i mostrano i bambini nel partecipare agli esercizi che vengono loro proposti.

Un altro aspetto degno di rilievo è il fatto che non tutti i bambini riescono a incrementare le loro performance nel videogioco d’azione e che questi bambini sono gli stessi che non migliorano nella lettura. Ciò apre diversi interrogativi rispetto alla necessità di identificare preventivamente le caratteristiche dei soggetti in grado di beneficiare di questo tipo di training.

Future repliche di questo tipo di studi potrebbero aiutare a comprendere il nesso emerso tra l’incremento di velocità di lettura e il decremento nella correttezza a seguito del training, cercando di chiarire si tale effetto si manifesti costantemente e se la dimensione sia trascurabile.

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca