Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo a insorgenza precoce caratterizzato da problematiche attentive, iperattività e impulsività[2].

Una delle difficoltà che si accompagnano spesso a questo disturbo riguarda l’ambito scolastico: nei bambini e ragazzi con questa diagnosi è frequente riscontrare un basso rendimento. Partendo da questo dato, un gruppo di ricercatori[1] si è interessato a identificare alcuni elementi in grado di predire l’apprendimento a scuola.

Uno dei veri test che viene utilizzato con molta frequenza nelle valutazioni diagnostiche per presunto ADHD è la WISC-IV; si tratta di un test del livello intellettivo che trova largo utilizzo in tanti ambiti (per esempio nelle valutazioni neuropsicologiche per sospetta dislessia) e che, al di là del quoziente intellettivo, fornisce indicazioni su specifici ambiti che principalmente sono i seguenti: capacità di ragionamento verbale, capacità di ragionamento visuo-spaziale, memoria di lavoro verbale e velocità di elaborazione.

I ricercatori si sono focalizzati sui vari punteggi previsti dalla WISC-IV capire quali fossero più utili per predire il rendimento scolastico in presenza di ADHD.

La ricerca

Un gruppo di bambini di età compresa fra gli 8 e i 12 anni (metà con diagnosi di ADHD e metà a sviluppo tipico) è stato sottoposto al suddetto test, la WISC-IV, e ad altri test standardizzati relativi agli apprendimenti scolastici, cioè quelli previsti nella KTEA (lettura e matematica).

L’obiettivo degli studiosi era quello di vedere quali punteggi della WISC-IV (test di intelligenza) fossero più fortemente associati ai punteggi dei test sugli apprendimenti scolastici.

Un secondo risultato preliminare è stato il riscontro di un QI più basso negli ADHD. Prima di saltare a conclusioni, è utile introdurre però introdurre un ulteriore dato: il punteggio complessivo più basso nella WISC-IV non riguardava tutti i subtest ma era determinato da due indici, cioè l’Indice di Comprensione Verbale (che potremmo banalizzare nella capacità di esprimere i ragionamenti in modalità verbale) e l’Indice di Memoria di Lavoro; detto in altri termini, il più basso punteggio nel QI non rappresentava una minore capacità di ragionamento ma aveva a che fare con aspetti specifici (le capacità di ragionamento visuo-spaziale e la velocità di elaborazione erano, invece, nella norma).

Un terzo risultato, forse più interessante, è che la relazione tra diagnosi di ADHD e rendimento scolastico veniva madiata dai punteggi nell’Indice di Comprensione Verbale e nell’Indice di Memoria di Lavoro. Nello specifico, i punteggi in questi due indici della WISC-IV spiegavano circa il 50% della relazione fra diagnosi di ADHD e test di apprendimento scolastico; in particolare, era la memoria di lavoro ad avere il maggior peso, spiegando il 30% di tale relazione (mentre il 20% era spiegato dei punteggi nell’Indice di Comprensione Verbale).
Quindi, confrontando bambini e  adolescenti con ADHD rispetto al loro rendimento scolastico, una parte significativa delle differenze potrebbe derivare proprio dalla memori di lavoro e dalla capacità di ragionamento verbale.

Un quarto risultato è inerente esclusivamente alla memoria di lavoro. Andando a scorporare l’Indice di Memoria di Lavoro, i ricercatori hanno indagato quale fra i due subtest che lo compongono (Memoria di Cifre e Riordinamento di Lettere e Numeri) fosse il più importante nel mediare la relazione fra diagnosi di ADHD e minor rendimento scolastico. I risultati indicavano che soltanto il Riordinamento di Lettere e Numeri aveva un ruolo in questa relazione.

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Gli ultimi risultati riguardano i singoli aspetti degli apprendimenti scolastici: L’Indice di Comprensione Verbale e il Riordinamento di Lettere e Numeri sembrano entrambi incidere sulla capacità di lettura (sia dal punto di vista della decodifica sia rispetto alla comprensione del testo) mentre, riguardo alle capacità matematiche, da questa ricerca soltanto i punteggi in Riordinamento di Lettere e Numeri sembrano spiegare le difficoltà dei ragazzi con ADHD rispetto a quelli a sviluppo tipico.

Conclusioni

I dati emergenti da questa ricerca sembrano restituirci informazioni molto utili. Pur non essendo esaustivo per una valutazione neuropsicologica, un semplice test di routine in età evolutiva come la WISC-IV sembra già in grado di fornirci alcuni indicatori di rischio utili in presenza di diagnosi di ADHD.

In particolare, più sono bassi i punteggi nell’Indice di Comprensione Verbale più sarà probabile notare difficoltà nell’ambito della lettura in un bambino con ADHD. Le difficoltà si complicheranno ancora di più in presenza di bassi punteggi nel Riordinamento di Lettere e Numeri che sembrano avere ripercussioni anche nella sfera matematica, oltre a incidere sull’area della lettura.

Bibliografia

  1. Calub, C. A., Rapport, M. D., Friedman, L. M., & Eckrich, S. J. (2019). IQ and academic achievement in children with ADHD: The differential effects of specific cognitive functions. Journal of Psychopathology and Behavioral Assessment41(4), 639-651.
  2. Nuckols, C. C., & Nuckols, C. C. (2013). The Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, (DSM-5). Philadelphia: American Psychiatric Association.

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