Un nuovo studio, tuttora in corso, vuole mettere a confronto due tecniche di riabilitazione dell’afasia: la prima fondata esclusivamente sull’uso del linguaggio orale, la seconda “aperta” ad altre modalità di comunicazione.

La CIAT (Constraint-Induced Aphasia Therapy) utilizza il linguaggio orale come unico canale di comunicazione tra i partecipanti (partendo dal presupposto che l’uso di strategie alternative come i gesti causerebbero un peggioramento della capacità di comunicare verbalmente). La CIAT classica si poggia su quattro pilastri:

  • Trattamento ad alta intensità (3-4 ore al giorno per 10 giorni o 2 settimane)
  • Modellamento delle risposte (stimoli a intensità crescente)
  • Attività mirate alla comunicazione sociale (attraverso giochi in grado di stimolare l’interazione)
  • Uso forzato del linguaggio orale (gli altri canali sono scoraggiati)

Nella CIAT classica vengono effettuate attività di gruppo attraverso carte con stimoli sempre più complessi (vd. Che cos’è la terapia CIAT per l’afasia); nella CIAT-Plus sono stati aggiunti anche stimoli scritti e attività da fare a casa.

Per approfondire: “La riabilitazione dell’afasia mediante la Constraint-Induced Therapy” (Viganò, Cassinelli e Sozzi in Afasiologia, pp. 130-132)

La M-MAT (Multy-modality aphasia therapy), a differenza della CIAT, permette l’uso di strategie non verbali qualora la comunicazione verbale fallisse e non prevede barriere tra i soggetti. I terapisti lavorano sugli aspetti verbali e multimodali compresi i gesti, le parole scritte e semplici disegni.

Lo studio di Rose e altri (2019, in progress)

Lo studio di Rose e altri sta confrontando tre gruppi composti da 72 individui assegnati casualmente:

  • Gruppo di controllo: terapia standard per 2 ore/settimana
  • Gruppo CIAT-Plus: 3 ore di terapia di gruppo, 5 giorni a settimana per 2 settimane
  • Gruppo M-MAT: 3 ore di terapia di gruppo, 5 giorni a settimana per 2 settimane

È prevista una valutazione alla fine del trattamento e un follow-up a 12 mesi.

Gli studi già effettuati

Secondo uno studio preliminare condotto sempre da Rose e colleghi nel 2013 le due tecniche sarebbero entrambe efficaci anche se alla fine dello studio 6 partecipanti hanno riferito di preferire la terapia M-MAT rispetto ai tre che hanno scelto la CIAT.

Queste evidenze confermerebbero quanto già osservato da Zhang e colleghi (e discusso precedentemente anche da noi) secondo i quali non ci sarebbe una superiorità della terapia CIAT rispetto all’approccio multimodale.

Tuttavia, questo nuovo studio si caratterizza per un campione più ampio, un gruppo di controllo e la presenza di un follow-up a 12 mesi. Sarà molto interessante analizzare i risultati che saranno pubblicati.

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Bibliografia

Rose ML, Attard M, Mok Z, Lanyon L and Foster A. Multi-modality aphasia therapy is as efficacious as constraint induced aphasia therapy: a phase one study. Aphasiology 2013; 27: 938–971.

Rose ML, Copland D, Nickels L, Togher L, Meinzer M, Rai T, Cadilhac DA, Kim J, Foster A, Carragher M, Hurley M, Godecke E. Constraint-induced or multi-modal personalized aphasia rehabilitation (COMPARE): A randomized controlled trial for stroke-related chronic aphasia. Int J Stroke. 2019 Sep 7:1747493019870401. doi: 10.1177/1747493019870401.

Zhang J, Yu J and Bao Y. Constraint-induced aphasia therapy in post-stroke aphasia rehabilitation. A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. PLOS One 2017; 12: e0183349.

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