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Esistono due grandi scuole nel trattamento dell’afasia. Secondo l’approccio multimodale un approccio non-verbale (come il gesto) può essere un cue per elicitare la produzione delle parole; al contrario, chi pratica un approccio constraint-induced (come la terapia CIAT) ritiene che modalità diverse da quella verbale possano interferire sulle capacità di recupero da parte del paziente.

Alcune modalità per assistere il recupero della parola – nell’approccio multimodale – sono:


  • La lettura e la scrittura (ad esempio del fonema iniziale)
  • Il gesto
  • Il disegno
  • La musica

Una recente revisione sistematica (Pierce et al., 2017 [1]) ha investigato la letteratura alla ricerca dell’approccio migliore da usare con i pazienti già nella fase degli esiti. Lo studio ha passato in rassegna 60 studi di cui 24 impiegavano un approccio “constraint”, 32 un approccio multimodale e 4 un approccio farmacologico. Purtroppo, come spesso accade, la quantità di dati e la qualità degli studi impedisce di stabilire una chiara superiorità di un approccio rispetto a un altro, per cui il consiglio degli autori è di non adottare in modo esclusivo un approccio anziché un altro finché non ci saranno altre evidenze più nette.

Bibliografia

[1] Pierce JE, Menahemi-Falkov M, O’Halloran R, Togher L, Rose ML. Constraint and multimodal approaches to therapy for chronic aphasia: A systematic review and meta-analysis. Neuropsychol Rehabil. 2019 Aug;29(7):1005-1041

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cue fonologico o semanticoAfasia: quale approccio scegliere