La perseverazione è la ripetizione di una parola detta o ascoltata in un momento precedente, pronunciata in luogo della parola target. Immaginiamo di aver mostrato l’immagine di un martello e che il paziente abbia detto effettivamente “martello”. La perseverazione si realizza qualora, davanti a un’immagine successiva, il paziente continui a dire “martello”. La perseverazione si differenzia dall’ecolalia (ripetizione dell’ultima parte di una frase prodotta o ascoltata) e dalla stereotipia linguistica che può manifestarsi senza una produzione recente della parola.

Perché avviene una perseverazione? Secondo Cohen e Dehaene (1998) ´una perseverazione viene prodotta quando il livello di processamento non riceve l’input normalmente richiesto, per cui persiste l’attività del processo precedente”. Gli stessi autori parlano anche di decadimento esponenziale, ovvero la probabilità che venga prodotta una risposta perseverativa decresce all’aumentare del tempo tra due attività. Secondo Martin e Dell (2004) perseverazioni e anticipazioni condividono lo stesso meccanismo, si tratta del funzionamento del meccanismo che:

  1. «spegne» la produzione precedente
  2. attiva la produzione attuale
  3. prepara la produzione successiva

Strategie per ridurre le anticipazioni (Moses, 2014):


  • Aumentare l’attivazione del target
  • Evitare l’attivazione della perseverazione
  • Fornire strategie alternative di comunicazione
  • Incoraggiare l’auto-monitoraggio
  • Istruire i familiari e i caregiver sulla gestione delle perseverazioni

Gli autori, tuttavia, suggeriscono di non trattare in modo specifico le perseverazioni, ma di trattare il disturbo di linguaggio sottostante, dato che la perseverazione ne è una manifestazione.

Trattamenti specifici per le anticipazioni. Tuttavia, esistono dei trattamenti diretti in modo esplicito alla riduzione delle perseverazioni. Si tratta di strategie che già molti colleghi applicano per buon senso:

  • Interrompere il paziente con un gesto quando parte la perseverazione
  • Parlare brevemente di altro per poi ritornare sull’argomento
  • Presentare gli item con tempi più dilatati ´

Tra gli approcci strutturati abbiamo sia il TAP (Treatment for Aphasic Perseveration) di Helm-Estabrooks che il RAP (Reducing Aphasic Perseveration) di Muñoz; quest’ultimo si basa proprio sulla manipolazione degli intervalli tra gli stimoli

Bibliografia

Cohen L, Dehaene S. Competition between past and present. Assessment and interpretation of verbal perseverations. Brain. 1998 Sep;121 ( Pt 9):1641-59.

Helm-Estabrooks N, Emery P, Albert ML. Treatment of aphasic perseveration (TAP) program. A new approach to aphasia therapy. Arch Neurol. 1987 Dec;44(12):1253-5. 

Martin N, Dell GS. Perseverations and anticipations in aphasia: primed intrusions from the past and future. Semin Speech Lang. 2004 Nov;25(4):349-62.

Moses, M., Nickels, L., & Sheard, C. (2004). That dreaded word perseveration! understanding might be the key. ACQuiring knowledge in speech, language and hearing6(2), 70-74.

Muñoz, M. L. (2011), Reducing aphasic perseverations: A case study, Perspectives on Neurophysiology and Neurogenic Speech and Language Disorders, 21(4), 175-182

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