Andrea Vianello è un giornalista e conduttore televisivo. La sua vita scorre normale fino a quando, una mattina, la sua carotide si lacera impedendo l’arrivo di sangue al cervello. Dopo un intervento delicatissimo, Vianello si ritrova afasico: ha perso il linguaggio. Il libro Ogni parola che sapevo racconta il suo percorso, dalla mattina dell’evento fino al ritorno a casa, passando per la degenza ospedaliera al recupero al Santa Lucia.

Chi lavora nell’ambito della riabilitazione logopedica, dopo poco tempo, entra in una “normalità alterata” dove il paziente con difficoltà di linguaggio, lettura o scrittura rappresenta, appunto, la normalità anziché l’eccezione. Questo libro racconta, invece, l’afasia vista dall’interno. A differenza di altre condizioni come alcuni tumori cerebrali o le demenze, l’ischemia è un evento secco, che in un attimo stravolge la vita di un individuo: lo vediamo, ad esempio, nel passaggio in cui Vianello guarda i messaggi sul cellulare ricevuti il giorno prima senza riuscire a rispondere.

Altro aspetto sul quale riflettere, dal punto di vista dei clinici, è che, nella già discussa “quotidianità alterata”, diamo per scontati tutta una serie di nozioni e termini specialistici (aprassia, neglect, parafasia) che, al contrario, rappresentano per i pazienti un terreno ignoto. Anche chi, come un giornalista, si occupa da una vita del linguaggio e vive letteralmente con le parole, potrebbe non essersi mai imbattuto nei livelli funzionali del linguaggio, nei meccanismi cognitivi dell’articolazione, della lettura e della scrittura: il bello del linguaggio scritto e orale, infatti, è la sua semplicità di esecuzione e, finché non avviene un evento come un’ischemia, lo diamo per scontato come il respirare. Per questo è necessario prendersi sempre del tempo e spiegare: il paziente che va alla cieca, seguendo solo indicazioni del terapista, farà molta fatica a capire il senso di tutte le attività che gli vengono proposte, né riuscirà a trovare strategie in autonomia. Come diceva Seneca, non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

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Infine, è stato per me molto toccante il passaggio in cui Vianello attende con ansia la logopedista, al punto da iniziare a cercarla in giro per il Santa Lucia dopo qualche minuto dall’inizio stimato della sua seduta. Non bisogna mai dimenticare quanto i pazienti, soprattutto quelli in età lavorativa, ripongano le loro speranze nella logopedia per ricominciare a comunicare e a lavorare, si spera come prima. A loro è necessario dedicare il 100% della nostra competenza, della nostra attenzione e dei nostri sforzi, nonostante la vita di un clinico sia fatta, come quella di tutti gli altri, di problemi personali e di giornate particolarmente impegnative.

Il nostro contributo

L’afasia ha un costo non solo emotivo, ma anche economico per il paziente e i suoi familiari. Alcune persone, per motivi economici, limitano la loro possibilità riabilitativa, nonostante le evidenze sostengano la necessità di un lavoro intensivo e costante. Per questo motivo, dal settembre 2020, tutte le nostre app sono utilizzabili gratuitamente online. Per usare le web-app anche offline sul proprio pc è possibile scaricare l’afasia KIT. Questa raccolta contiene 5 web-app (Scrivi la parola, Comprensione lessicale, Denominazione di sillabe, Riconosci le sillabe e Tabella di sillabe) da usare su pc e più di mille pagine di schede con attività da stampare, tabelle comunicative e materiali vari.

Abbiamo, inoltre, realizzato tre grandi raccolte di attività sul linguaggio in PDF divise per area:

Nella speranza che la disponibilità gratuita di questi materiali possa aiutare chi ne ha bisogno a recuperare in tempi rapidi e in modo completo.

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