Abbiamo già scritto molto in passato di funzioni esecutive e di intelligenza; Qualcuno si sarà sicuramente reso conto dell’impossibilità di tracciare confini netti nelle definizioni di ciascuno dei due costrutti al punto da trovare importanti somiglianze.

Per definire le funzioni esecutive potremmo dire che si tratta di una varietà di abilità cognitive fra loro correlate che spaziano dalla semplice capacità di iniziare volontariamente un’azione e inibire determinati comportamenti fino alla pianificazione complessa, alla capacità di risoluzione di problemi e all’intuizione[1]. I concetti di pianificazione, problem solving e intuizione, però, si collegano inevitabilmente all’intelligenza.

È normale quindi faticare a distinguere i due concetti, cioè le funzioni esecutive e le capacità intellettive, al punto da portare alcuni autori a ipotizzare una completa sovrapposizione fra alcune componenti dell’intelligenza e alcune componenti attentivo-esecutive[2], data l’altissima correlazione fra loro riscontrata in un campione di persone adulte “normotipiche” (e vista anche la predittività delle funzioni esecutive nei bambini rispetto al futuro sviluppo delle loro capacità di ragionamento[4]).


Un aiuto per differenziare i due costrutti può giungere da campioni di popolazione atipica, come è quello dei bambini plusdotati. Montoya-Arenas e colleghi[3] hanno selezionato un ampio numero di bambini, suddivisi per intelligenza media (QI tra 85 e 115), intelligenza superiore (QI tra 116 e 129) e intelligenza molto superiore (QI superiore a 129, cioè plusdotati); tutti i bambini sono stati sottoposti a una valutazione intellettiva e a un’ampia valutazione delle funzioni esecutive. L’intento era quello di analizzare se e quanto i due costrutti teorici sarebbero andati di pari passo nei tre diversi sottogruppi.

Cosa è emerso dalla ricerca?

Seppur in maniera differente, i vari indici derivanti dalla scala intellettiva e i punteggi nei diversi test per le funzioni esecutive risultavano correlati in maniera significativa nei sottogruppi a livello di intelligenza medio e superiore; il dato più interessante, però, è un altro: nel gruppo di bambini plusdotati i vari punteggi derivanti dalla scala intellettiva e quelli relativi ai test per le funzioni esecutive non mostravano alcuna correlazione significativa.
Stando a quanto appena detto, i dati portano a due conclusioni:

  • Le funzioni esecutive e l’intelligenza sono due capacità tra loro separate (o, quantomeno, i test di intelligenza e le prove attentivo-esecutive misurano capacità diverse)
  • A differenza di quanto accade nei bambini a sviluppo tipico, nei plusdotati l’andamento delle funzioni esecutive risulta indipendente rispetto all’intelligenza

Si tratta di informazioni molto importanti che tuttavia, come spesso accade, richiedono di essere interpretate con molta cautela per i limiti della ricerca, primo fra tutti il campione che non risulta essere rappresentativo dell’intera popolazione (né dei bambini a sviluppo tipico, né dei plusdotati) poiché tutti i soggetti erano stati selezionati sulla base del rendimento scolastico (molto elevato).

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BIBLIOGRAFIA

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