Da ormai diversi anni, l’abilità delle persone con afasia di sfruttare diverse strategie comunicative spontanee, anche in contesti non strutturati, è oggetto di ricerche. Nello specifico, le analisi condotte in passato[1][2][3][4][5][6] vertevano attorno strategie comunicative quali l’utilizzo di gesti, della scrittura, espressioni facciali, particolari intonazioni ed infine la comunicazione verbale ed il loro adattarla ed autocorreggersi. Per un’interessante panoramica riguardo questi studi si rimanda al primo capitolo de Approcci pragmatici alla terapia dell’afasia: dai modelli empirici alla tecnica PACE (Carlomagno, 2002)[7] .

Queste analisi e l’ipotesi confermata, del mantenimento delle abilità di cooperazione necessarie per strutturare una conversazione, anche in caso di afasia[8], hanno portato allo sviluppo di metodi riabilitativi, integranti tutte le strategie comunicative possibili, come quelle sopracitate. La tecnica Promoting Aphasic’s Communicative Effectiveness – P.A.C.E., proposta da Davis e Wilcox (1981, 1985)[9][10] può essere annoverata tra questi approcci.

La terapia P.A.C.E. prevede che il setting riabilitativo simuli una conversazione spontanea, in cui, a turno, il terapista e la persona con afasia ricoprano il ruolo dell’ascoltatore o del parlante. Obiettivo del parlante è di far comprendere il proprio messaggio, sfruttando tutte le tecniche a sua disposizione possibili; l’ obiettivo dell’ascoltatore è invece quello di comprendere il messaggio proposto dall’interlocutore.

L’esercizio principale previsto dall’approccio P.A.C.E. prevede che il parlante peschi una carta dal mazzo e debba comunicare all’altra persona l’immagine raffigurata. Sono ammesse sia strategie verbali che non verbali. Il ruolo del logopedista o della logopedista diventa quindi quello di dare un feedback – di comprensione o meno – e di indirizzare la persona colpita verso l’utilizzo di strategie comunicative più efficaci, attraverso domande specifiche o commenti espliciti, come ad esempio: “Provi a mimarlo” oppure “Provi a disegnarlo”.

Dacis e Wilcox (1981, 1985)[9][10] hanno riassunto le caratteristiche principali di un percorso P.A.C.E. nei seguenti quattro punti – estratti da Carlomagno (2002)[8]

  1.  Scambio di nuove informazioni
  2.  Alternanza dei ruoli 
  3.  Libera scelta dei canali comunicativi
  4.  Uso di feedback basati sull’adeguatezza comunicativa.

Il metodo P.A.C.E. propone dunque una nuova visione/ottica del comunicare e del trattamento logopedico, così come impone un’evoluzione della figura terapeutica : da unica detentrice della risposta corretta – come si pone in classici esercizi di denominazione verbale – è portata a diventare una complice comunicativa.

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Bibliografia

[1] Holland, A. L. (1982). Observing functional communication of aphasic adults. Journal of Speech and Hearing Disorders, 47(1), 50-56.

[2] Guilford, A. M., & O’Connor, J. K. (1982). Pragmatic functions in aphasia. Journal of Communication Disorders, 15(5), 337-346.

[3] Glosser, G., Wiener, M., & Kaplan, E. (1988). Variations in aphasic language behaviors. Journal of Speech and Hearing Disorders, 53(2), 115-124.

[4] Behrmann, M., & Penn, C. (1984). Notes and discussion papers: 1: Non-verbal communication of aphasic patients. British Journal of Disorders of Communication, 19(2), 155-168.

[5] Herrmann, M., Reichle, T., Lucius-Hoene, G., Wallesch, C. W., & Johannsen-Horbach, H. (1988). Nonverbal communication as a compensative strategy for severely nonfluent aphasics?—A quantitative approach. Brain and language, 33(1), 41-54.

[6] Fawcus, M., & Fawcus, R. (1990). Information transfer in four cases of severe articulatory dyspraxia. Aphasiology, 4(2), 207-212.

[7] Carlomagno, S. (2002). Approcci pragmatici alla terapia dell’afasia: dai modelli empirici alla tecnica PACE (Vol. 6). Springer Science & Business Media.

[8] Chantraine, Y., Dessy, ML, (1987) La communication referentielle chez des patients aphasiques et chez des patients atteints de lesions frontales. Unpublished doctoral thesis. Université Catholique de Louvain, Bruxelles.

[9] Davis, G, Wilcox M (1981). Incorporating parameters of natural conversation in aphasia treatment. Language intervention strategies in adult aphasia.[10] Davis, G, Wilcox M (1985). Adult aphasia rehabilitation: applied pragmatics. NFER-Nelson, Windsor.