Sulla nostra pagina abbiamo parlato diverse volte di differenti approcci allo studio; abbiamo stilato le 10 regole del buono studio (ma anche quelle del cattivo studio), fatto il confronto fra ripasso ripetuto e costruzione di mappe concettuali, elencato una serie di strategie per la comprensione del testo e confrontato diverse modalità di apprendimento nella dislessia.

Questa volta parliamo invece di modalità di apprendimento in studenti universitari e lo facciamo presentandovi una recente ricerca, a nostro parere, di grande interesse.

La ricerca

Un gruppo di ricercatori in Olanda[1] ha deciso di confrontare 3 diverse modalità di apprendimento a lungo termine: creazione di domande sulle slide da studiare da parte dello studente, risposta a domande predefinite sulle slide durante lo studio, e il ripasso.


Per testare gli effetti di queste 3 modalità, i ricercatori hanno suddiviso un gruppo di 88 studenti universitari in 3 sottogruppi, ciascuno dei quali veniva sottoposto a una delle 3 modalità di apprendimento sopramenzionate.

Dopo una settimana, gli studenti venivano esaminati a sorpresa rispetto a quanto appreso nello studio. L’esame riguardava sia l’apprendimento dei concetti presenti nelle slide da leggere (apprendimento fattuale) sia la capacità di applicare tali concetti (trasferimento delle conoscenze).

Risultati

Rispetto alla modalità di studio basata soltanto sul ripasso delle nozioni studiate, l’approccio focalizzato sulla generazione di domande da parte dello studente e quello incentrato sulla risposta a domande predefinite comportavano un maggiore apprendimento dei concetti presenti nelle slide studiate. Inoltre, questi concetti venivano più facilmente generalizzati ad altre situazioni (trasferimento delle conoscenze).

Conclusioni

Sembrerebbe che una modalità proattiva nello studio porti ad apprendimenti più rapidi e più duraturi rispetto a un approccio basato sulla semplice lettura ripetuta (fin troppo frequente). In particolare, questo avverrebbe se l’approccio si basasse su una continua autoverifica di quanto appreso.

Inoltre, questa modalità sembrerebbe condurre a una comprensione più profonda dei concetti, che si espliciterebbe con una migliore capacità di generalizzarli anche a contesti e situazioni diverse rispetto; non si tratterebbe, quindi, soltanto della capacità di memorizzare.

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