Che cos’è la disgrafia

La disgrafia è una condizione caratterizzata da marcata difficoltà nell’esecuzione della scrittura in presenza di quoziente intellettivo nella norma e assenza di deficit sensoriali in grado di spiegare il problema.

Come si manifesta la disgrafia

Il bambino disgrafico può manifestare le sue difficoltà in molti modi fra cui una scorretta impugnatura della penna, vistose imprecisioni nella copia di figure geometriche, scarsa organizzazione nella gestione dello spazio del foglio su cui scrivere, tendenza a “salire” o “scendere” rispetto al rigo, tratto troppo marcato o troppo leggero, grandezza delle lettere non rispettata. Questi sono solo alcuni degli aspetti che possono contribuire a rendere la scrittura scarsamente leggibile.

Come si diagnostica la disgrafia

La diagnosi è posta da uno psicologo o da un neuropsichiatra (solitamente affiancati da un logopedista) e può essere emessa solo dopo la fine del secondo anno di scuola primaria. L’iter diagnostico prevede una valutazione testistica approfondita per capire se si tratti realmente di disgrafia e per verificare l’eventuale presenza di altri disturbi associati. A prescindere dalla loro presenza la valutazione è utile per conoscere le caratteristiche individuali del ragazzo, comprendenti, oltre alle difficoltà, i suoi punti di forza.

Come si interviene sulla disgrafia

Attualmente non ci sono grandi evidenze riguardo all’efficacia degli interventi di potenziamento nella disgrafia ma si possono ottenere buoni risultati con strumenti compensativi e dispensativi previsti dalla legge 170 del 2010, come l’utilizzo del computer per scrivere e/o l’allungamento dei tempi nelle verifiche scritte (solo per fare alcuni esempi).

Normative sui DSA

Riferimenti bibliografici

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Per approfondire

Il ritmo innato della scrittura