Nella letteratura scientifica si discute molto sui vantaggi dell’allattamento al seno rispetto a quello al biberon. Gli studi finora condotti hanno mostrato effetti positivi dell’allattamento al seno sullo sviluppo cognitivo e linguistico [1]. Tuttavia, l’influenza della modalità di alimentazione (al seno, al biberon e mista) sullo sviluppo dei suoni linguistici non è ancora del tutto chiara [2]. L’alimentazione infantile e la suzione non nutritiva (non-nutritive sucking; NNS) comprendente la suzione del ciuccio e/o delle dita sono pratiche tipicamente concomitanti nelle prime fasi di vita dei neonati [3]. Pertanto, è importante considerarle entrambe per quanto riguarda l’impatto sullo sviluppo dei suoni linguistici.  Il linguaggio si sviluppa infatti una volta che questi meccanismi si sono consolidati e, data la muscolatura condivisa tra l’articolazione e la suzione, è possibile che lo sviluppo dei suoni linguistici possa essere influenzato dalle prime esperienze di suzione [4]. Potrebbero dunque esserci differenze osservabili nella produzione dei suoni linguistici dei bambini con modalità diverse di alimentazione e di NNS. In particolare, non è chiaro se ci sia una relazione fra i comportamenti di suzione e il possibile sviluppo di uno Speech Sound Disorder (SSD).

Burr e colleghi [5] hanno condotto una revisione sistematica della letteratura per indagare meglio questo fenomeno. Le domande che si sono posti sono le seguenti:

  • Esistono prove che le modalità di alimentazione infantile e la NNS influenzino il modo in cui i bambini sviluppano i suoni del linguaggio?
  • Ci sono prove che i bambini che sperimentano diverse modalità di NNS da neonati abbiano esiti diversi nello sviluppo dei suoni del linguaggio, come l’SSD?

Gli studi analizzati.

Per questa revisione sono stati analizzati quattro studi condotti fra il 2009 e il 2018, rispettivamente di Barbosa et al. (2009) [6]; Vieira et al. (2016) [7]; Pereira et al. (2017) [8] e Baker et al. (2018) [9]. Tutti e quattro gli studi hanno analizzato campioni abbastanza ampi, che andavano da 128[6] a 289[8] bambini di età compresa fra un 36 e i 70 mesi. Il campione di Pereira e colleghi [8] comprendeva inoltre bambini fino ai 12 anni di età. Tuttavia, i criteri di esclusione non sono stati definiti chiaramente per tutti gli studi. Il campione potrebbe dunque includere bambini con difficoltà aggiuntive, che a loro volta potrebbero avere un impatto sull’SSD o esserne la causa di fondo. Fra tutti gli studi, Baker e colleghi [9] hanno presentato i criteri di esclusione più completi, escludendo fattori genetici, medici e di sviluppo noti per avere una certa associazione con SSD.

In tutti e quattro gli studi sono stati somministrati questionari ai genitori/caregiver per raccogliere dati sulla storia di alimentazione e suzione dei bambini, compresa la presenza e la durata dei comportamenti di alimentazione e di NNS. Tuttavia, solo Barbosa e colleghi [6] hanno raccolto dati sulla frequenza dell’allattamento al biberon e dell’uso del ciuccio. Inoltre, tutti gli studi hanno effettuato una valutazione oggettiva dello sviluppo dei suoni linguistici tramite test standardizzati, con l’unica eccezione dello studio di Pereira e colleghi [8], che hanno basato i loro risultati esclusivamente sul resoconto dei genitori. Inoltre, è stata rilevata una relativa disparità di significato del termine Speech Sound Disorder nei vari articoli.

Modalità di alimentazione e Speech Sound Disorder (SSD)

Gli studi di Barbosa e colleghi [6] e di Pereira e colleghi [8] riportano un’associazione tra l’allattamento al biberon e il possibile sviluppo di un SSD nei bambini in età prescolare. Gli studi di Vieira e colleghi [7] e Baker e colleghi [9] non hanno invece trovato alcuna associazione significativa tra la modalità di alimentazione e la presenza o l’assenza di SSD. Baker e colleghi [9] suggeriscono però che l’allattamento al seno protratto più a lungo nel tempo sia associato a punteggi più alti di consonanti articolate correttamente (PCC) nelle parole. Allo stesso modo, Barbosa e colleghi [6] riportano punteggi più alti (una deviazione standard sopra la norma) nel test di articolazione da loro somministrato nei bambini allattati al seno più a lungo. Gli autori suggeriscono inoltre che ritardare l’allattamento al biberon fino ai 9 mesi di età può rappresentare un fattore protettivo contro il potenziale sviluppo di un SSD. Anche Pereira e colleghi [8] e Vieira e colleghi [7] hanno raccolto dati sulla durata del metodo di allattamento e sullo sviluppo dei suoni del linguaggio, ma non li hanno riportati nei loro articoli.

Suzione non nutritiva (NNS) e Speech Sound Disorder (SSD)

Barbosa e colleghi [6] suggeriscono un’associazione tra NNS e SSD: nel loro studio, i bambini che si succhiavano le dita mostravano una probabilità 3 volte maggiore di sviluppare difficoltà nella produzione dei suoni linguistici rispetto ai bambini che non presentavano questo comportamento. Nello stesso studio, i bambini che hanno usato il ciuccio per più di 3 anni mostravano più probabilità di presentare uno sviluppo dei suoni linguistici inferiore alla norma [6]. Analogamente, Pereira e colleghi [8] hanno trovato una correlazione tra uso del ciuccio e difficoltà nella produzione dei suoni linguistici. Per quanto riguarda la durata, è stata trovata una correlazione positiva fra la suzione delle dita fino ai 4 anni di età e la presenza di SSD [8]. Baker e colleghi [9] non hanno invece trovato una relazione significativa tra NNS e SSD; tuttavia, hanno identificato una tendenza tra un uso più prolungato del ciuccio e punteggi di PCC più bassi. Infine, Vieira e colleghi [7] non hanno trovato alcuna associazione tra NNS e SSD.

Conclusioni.

Le attuali evidenze sulla relazione tra modalità di alimentazione, NNS e sviluppo dei suoni linguistici sono limitate e non sempre consistenti. È necessaria una maggiore chiarezza riguardo la natura del concetto di SSD e una maggiore coerenza negli approcci utilizzati per effettuare le misurazioni. Sebbene gli studi esaminati nell’ambito di questa revisione suggeriscano una probabile associazione tra comportamenti persistenti di NNS e la presenza di SSD, la forza di questa associazione non è chiara. Allo stesso modo, la relazione tra modalità di alimentazione e SSD non è stata dimostrata del tutto. Tuttavia, se si considera la durata della modalità di alimentazione, sembra che un allattamento al seno più prolungato possa avere un effetto protettivo sul potenziale sviluppo di uno SSD.

Bibliografia

[1] Huang, J., Vaughn, M. G., & Kremer, K. P. (2016). Breastfeeding and child development outcomes: an investigation of the nurturing hypothesis. Maternal & child nutrition12(4), 757-767.

[2] Fox, A. V., Dodd, B., & Howard, D. (2002). Risk factors for speech disorders in children. International journal of Language & Communication disorders37(2), 117-131.

[3] Bishara, S. E., Warren, J. J., Broffitt, B., & Levy, S. M. (2006). Changes in the prevalence of nonnutritive sucking patterns in the first 8 years of life. American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics130(1), 31-36.

[4] Wren, Y., Miller, L. L., Peters, T. J., Emond, A., & Roulstone, S. (2016). Prevalence and predictors of persistent speech sound disorder at eight years old: Findings from a population cohort study. Journal of Speech, Language, and Hearing Research59(4), 647-673.

[5] Burr, S., Harding, S., Wren, Y., & Deave, T. (2021). The Relationship between feeding and non-nutritive sucking behaviours and speech sound development: a systematic review. Folia Phoniatrica et Logopaedica73(2), 75-88.

[6] Barbosa, C., Vasquez, S., Parada, M. A., Gonzalez, J. C. V., Jackson, C., Yanez, N. D., … & Fitzpatrick, A. L. (2009). The relationship of bottle feeding and other sucking behaviors with speech disorder in Patagonian preschoolers. BMC pediatrics9, 1-8.

[7] Vieira, V. C. A. M., Araújo, C. M. T. D., & Jamelli, S. R. (2016). Desenvolvimento da fala e alimentação infantil: possíveis implicações. Revista CEFAC18, 1359-1369.

[8] Pereira, T. S., Oliveira, F. D., & Cardoso, M. C. D. A. F. (2017, May). Association between harmful oral habits and the structures and functions of the stomatognathic system: perception of parents/guardians. In CoDAS (Vol. 29). Sociedade Brasileira de Fonoaudiologia.

[9] Baker, E., Masso, S., McLeod, S., & Wren, Y. (2018). Pacifiers, thumb sucking, breastfeeding, and bottle use: oral sucking habits of children with and without phonological impairment. Folia Phoniatrica et Logopaedica70(3-4), 165-173.