È noto da molti anni che la sclerosi multipla, in una larga parte di persone che ne sono affette, si accompagni a disturbi cognitivi; fra questi, i deficit linguistici sono fra i meno indagati. Tra i pochi studi che hanno indagato le compromissioni di linguaggio della sclerosi multipla c’è quello di Planche e colleghi[2], dal quale si stima che soltanto il 16% delle persone con questa patologia avrebbe alterazioni nella sfera linguistica (anche se, è importante sottolinearlo, questo dominio era stato indagato soltanto con un test di denominazione analogo a al Boston Naming Test, di cui abbiamo scritto una sintetica descrizione).

Chi si occupa di valutazioni neuropsicologiche in questo ambito sa però che uno dei problemi più frequentemente riportati dai pazienti riguarda proprio il linguaggio. Proprio per questo El-Wash e collaboratori hanno indagato la frequenza con cui persone con sclerosi multipla lamentano deficit di espressione o comprensione verbale, cercando al tempo stesso di mettere in relazione queste difficoltà con la qualità di vita.

La ricerca

Tutti i partecipanti alla ricerca erano persone con sclerosi multipla sottoposte ai seguenti questionari:

  • Un questionario su informazioni cliniche e demografiche di ciascuna persona.
  • Lo Speech pathology-specific questionnaire for persons with Multiple Sclerosis, un questionario di 16 item riguardante i disturbi del linguaggio tra cui la rievocazione di vocaboli, linguaggio espressivo, errori nella denominazione, e problemi di comprensione del linguaggio.
  • Il 12-Item Short Form Survey, un questionario riguadante il livello di integrità fisica, capacità sociali, dolori fisici, fatica, limitazioni legate a problemi di salute, percezione di salute generale.

I risultati

Il 75% delle persone con sclerosi multipla, almeno quelle coinvolte in questo studio, riportava deficit di linguaggio. In particolare, il 66% riferiva difficoltà nel rievocare le parole, il 54% problemi di linguaggio espressivo, il 49% errori di denominazione e il 41% difficoltà di comprensione del linguaggio parlato.

Queste difficoltà non variavano tra uomini e donne; non emergevano differenze neanche sulla base del livello di istruzione, del sottotipo di sclerosi multipla o dell’assunzione di farmaci; allo stesso tempo i deficit riportati non avevano a che fare neppure con l’età o col momento in cui era stata posta la diagnosi.

Va notato invece che la presenza delle difficoltà linguistiche percepite era significativamente più frequente fra le persone senza un’occupazione lavorativa, con una percentuale doppia (24%) rispetto a chi invece aveva un lavoro.

Inoltre, i deficit di linguaggio erano percepiti molto più frequentemente nelle persone che riferivano una più bassa qualità di vita.

Conclusione

L’alta prevalenza di sintomi emersa in questo studio sembra andare in contrasto con l’idea a lungo condivisa che il linguaggio sia intatto nella sclerosi multipla. Ciò dovrebbe essere noto ai professionisti dei servizi sanitari che si occupano di questo ambito, chiedendo sempre ai pazienti se notano difficoltà nella sfera linguistica.

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