Molto spesso, quando alla fine di una valutazione si riscontra una lettura lenta o inaccurata, si tende, in modo spesso frettoloso, ad attribuire alla lentezza o all’inaccuratezza della lettura le difficoltà di comprensione del testo scritto. Tuttavia, si stima che circa il 10-15% dei bambini tra i 7 e gli 8 anni con adeguate prestazioni di decodifica del testo manifesti dei deficit nella comprensione dello stesso.

La comprensione del testo è sicuramente una funzione complessa che chiama in causa diverse componenti e sulla quale sono stati costruiti diversi modelli teorici:

  • Secondo il modello bottom-up la comprensione delle componenti di base del linguaggio (lettere e parole) è fondamentale per capire quelle più alte
  • Secondo il modello top-down, al contrario, è lo schema mentale del lettore che, integrando le informazioni nel testo con quelle precedentemente conosciute, guida la comprensione del testo
  • Il modello interattivo unisce il modello bottom-up e top-down; nella lettura, dunque, il soggetto utilizzerebbe entrambe le strategie,
  • Secondo la celebre “simple view“, invece, la comprensione del testo sarebbe il prodotto di abilità di decodifica e comprensione del linguaggio

 

Secondo la simple view, dunque, i bambini con:

  • buona decodifica e buona comprensione orale sono dei lettori competenti
  • cattiva decodifica e cattiva comprensione orale sono in generale lettori non competenti
  • cattiva decodifica e buona comprensione orale sono dei dislessici
  • buona decodifica e cattiva comprensione orale hanno un disturbo specifico della comprensione del testo.

Lo studio

Una metanalisi di Spencer e colleghi [1] su un totale di 84 studi ha cercato di chiarire la natura dei problemi di comprensione del testo nei bambini con disturbo specifico della comprensione del testo.

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Le ipotesi di partenza erano tre:

  1. Le difficoltà di questi bambini erano specifiche della lettura
  2. I bambini avevano difficoltà di comprensione sia scritta che orale
  3. I bambini avevano difficoltà al di là della lettura, ma che si riflettevano più sulla lettura che sul linguaggio orale.

I risultati

La metanalisi ha evidenziato la sostanziale correttezza della “simple view”. Il linguaggio resta dunque una componente fondamentale della comprensione orale. In particolare, i bambini con disturbo della comprensione del testo hanno mostrato maggiori debolezze nelle prove di vocabolario e comprensione grammaticale.

Questo vuol dire che:

  • Prove di linguaggio somministrate in epoca prescolare potrebbero aiutare a individuare bambini con future difficoltà nella comprensione del testo
  • Gli interventi sulla comprensione del testo scritto non possono essere mirati solo alla lettura, ma devono includere anche il linguaggio orale

D’altro canto, è anche vero che i bambini osservati non avevano una compromissione del linguaggio orale pari a quella della comprensione del testo scritto. È dunque probabile che o vi sia una fragilità nascosta più grande e più ampia che si manifesta a diversi livelli di gravità, o che entri in interazione qualche altro fattore. Un limite di questi studi, infatti, è quello di misurare solo le variabili prese in considerazione (linguaggio orale e scritto) senza includere altri fattori potenzialmente rilevanti, come ad esempio il livello cognitivo generale.

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lettura e funzioni esecutiveDisturbo del linguaggio e disortografia
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