Immaginate, da un giorno all’altro, di non riuscire a leggere e scrivere correttamente i numeri, di non riuscire ad associare a ogni numero la giusta quantità, di non riuscire a eseguire semplici calcoli matematici. Possono essere queste le manifestazioni di una acalculia acquisita, fenomeno che si può verificare a seguito di un ictus o di altre cerebrolesioni.

Nonostante l’acalculia acquisita sia tanto frequente quanto la dislessia acquisita, in realtà viene indagata molto raramente in fase di valutazione (qui i pochi test per adulti). Non va meglio per quanto riguarda l’aspetto riabilitativo: dal 1980 al 2007 solo 7 articoli hanno trattato nello specifico questo argomento, e illustravano tutti casi singoli.

Quali sono le conseguenze dell’acalculia?

Per comprendere le conseguenze pratiche dell’acalculia, basta ripensare alla domanda iniziale: cosa succederebbe se, da un momento all’altro, i numeri diventassero per noi una lingua straniera? Ecco alcune delle conseguenze principali nella vita della persona acalculica:

  • Difficoltà nel pagare e nella gestione del resto
  • Difficoltà nell’accedere, gestire e usare il proprio conto online
  • Memorizzare e digitare il pin della propria carta
  • Difficoltà nella gestione degli orari (confondere le 10 e le 11, non comprendere il “tra due ore”)
  • Errori nel comporre il numero di telefono o nel segnare un indirizzo
  • Errori nella quantità di medicinali da prendere

Questo, ovviamente, solo se non si è ancora in età lavorativa e, in particolare, non si svolge un lavoro che ha a che fare con i numeri (dall’insegnamento della matematica alla contabilità aziendale. Potete approfondire l’impatto dell’acalculia nella vita quotidiana in questo articolo open-access di Benn e colleghi[2]

Che cos’è l’acalculia acquisita e come si interviene

Per capire cosa possiamo fare, dobbiamo innanzitutto capire il tipo di acalculia che ci troviamo davanti:

  • L’acalculia primaria è quella in cui la difficoltà principali è proprio quella relativa alla comprensione dei numeri e all’esecuzione dei calcoli
  • L’acalculia secondaria si verifica quando ci sono altri disturbi (linguaggio, attenzione, lettura e scrittura) che influiscono sul calcolo.

Nelle acalculie secondarie si preferisce lavorare sul problema principale (ad esempio, se il problema in ambito matematico è dovuto ad aspetti disesecutivi si lavora sulla verbalizzazione dei passaggi, se l’acalculia è conseguente a un problema di linguaggio si lavora sulla competenza linguistica).

Nel caso dell’acalculia primaria, secondo Tsvetkova[1], entrano in gioco almeno due deficit:

  1. La compromissione della percezione spaziale dei numeri e della loro rappresentazione mentale
  2. Un deficit nell’organizzazione verbale di questa percezione spaziale

L’obiettivo principale è quello di recuperare la comprensione del numero e il suo valore posizionale; in pratica, il fatto ce i numeri rappresentino quantità, ma che la quantità che essi rappresentano dipende dal loro posizionamento spaziale.

Puoi approfondire l’argomento attraverso questo articolo Open Access[3].

Che cosa si può fare nella quotidianità?

Al di là dei trattamenti diretti, ci sono dei piccoli accorgimenti che si possono prendere nella quotidianità. Ecco alcuni esempi rispetto alle difficoltà riportate in precedenza:

  • Fornire alla persona acalculica una carta di debito contactless che non richieda il pin al di sotto di un certo limite di spesa
  • Applicare etichette ai dosatori per indicare le quantità necessarie nelle ricette che vengono eseguite più spesso
  • Utilizzare calcolatrici con l’uscita in voce
  • Anziché richiedere di memorizzare un indirizzo, mandare una posizione su Google Maps
  • Anziché far svolgere l’operazione, far chiedere a un assistente vocale (“Alexa, quant’è il 15% di 40?”)
  • Utilizzare contenitori che possano dare visivamente l’idea della giusta quantità di medicine da prendere

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Bibliografia

[1] L. S. Tsvetkova, “Acalculia: aproximación neuropsicológica al análisis de la alteración y la rehabilitación del cálculo,” in Rehabilitación neuropsicológica, F. Ostrosky, A. Ardila, and R. Dochy, Eds., Trillas, México, 1996.

[2] Benn, Y., Jayes, M., Casassus, M., Williams, M., Jenkinson, C., McGowan, E., & Conroy, P. (2022). A qualitative study into the experience of living with acalculia after stroke and other forms of acquired brain injury. Neuropsychological Rehabilitation. https://doi.org/10.1080/09602011.2022.2108065 

[3] Alfredo Ardila, Monica Rosselli, “Cognitive Rehabilitation of Acquired Calculation Disturbances”, Behavioural Neurology, vol. 2019, Article