Sulla base della definizione del DSM-5, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo caratterizzato da deficit attentivi e manifestazioni di iperattività/impulsività.

La plusdotazione, invece, non rientra in nessuna nosografia e una sua classificazione non si basa quindi su criteri ben definiti. Tuttavia, almeno in ambito di ricerca, la definizione tende a basarsi sul livello intellettivo misurato con specifici test.

Da questa prospettiva, il punteggio utilizzato per identificare gli individui plusdotati è, nella maggior parte dei casi, un quoziente intellettivo (QI) di almeno 130. Un aspetto problematico che riguarda le persone con quest’ultima etichetta è la possibile presenza anche dell’ADHD e che, almeno secondo alcuni dati, potrebbe manifestarsi con frequenza significativamente maggiore[6].


Benché le caratteristiche della plusdotazione possano rappresentare un ostacolo per rilevare la presenza di ADHD, c’è sempre più accordo sulla validità di questa diagnosi anche in presenza di alto livello intellettivo[2].

Tuttavia, la manifestazione dell’ADHD potrebbe differire fra le persone ad alto QI e quelle con un livello intellettivo nei limiti di norma.

È proprio per rispondere a tale quesito che un gruppo di ricerca ha condotto uno studio indagando le caratteristiche dell’ADHD all’interno della plusdotazione[4].

Cosa è emerso dalla ricerca?

Gli studiosi hanno osservato due aspetti importanti:

  • Confrontando i bambini plusdotati con ADHD e i bambini normodotati con ADHD, è emerso che, in presenza di plusdotazione, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività si manifesta con minori sintomi inattentivi, mentre quelli relativi all’impulsività/iperattività risultavano paragonabili fra i due gruppi.
  • Complessivamente, i punteggi dei plusdotati con ADHD riportano la presenza di sintomi analoghi rispetto a quelli dei bambini intellettivamente normodotati con ADHD.
  • Tuttavia, in alcuni specifici sottodomini dell’ADHD, i plusdotati con disturbo da deficit di attenzione e iperattività mostrano caratteristiche più marcate; per esempio, rispetto alla minore modulazione dell’attività motoria e dell’attività verbale, insieme a una più scarsa tendenza a riflettere sulle domande.

In conclusione...

All’interno della popolazione degli individui plusdotati, in caso di sospetto ADHD potrebbe essere utili dare maggior risalto a eventuali manifestazioni di iperattività/impulsività (soprattutto in riferimento all’attività motoria, verbale e tendenza a riflettere sulle domande), almeno stando ai risultati di questa ricerca.

Inoltre, la presenza di plusdotazione non sembrerebbe impattare in maniera preponderante sulla manifestazione dei sintomi dell’ADHD.

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