La dislessia evolutiva è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta con difficoltà nella velocità e nell’accuratezza della lettura. Nei casi più severi, la difficoltà emerge già dalle primissime fasi dell’alfabetizzazione e può coinvolgere anche la scrittura e il calcolo.

Sono stati effettuati molti studi sulla dislessia, sia per cercare di stabilirne le cause e gli indicatori precoci, sia per trovare le strategie più idonee a ridurre l’entità di queste problematiche. Un ambito sempre più studiato è quello dei percorsi di potenziamento. I percorsi di potenziamento sono interventi intensivi di breve durata, mirati in questo caso ad aumentare la velocità di lettura e la comprensione del testo.

Lo studio condotto da Bianca Dos e Simone Capellini [1] nel giugno del 2020 descrive l’esperienza di un percorso di potenziamento basato su attività di denominazione rapida. Sono stati selezionati 5 studenti dalla terza alla quinta elementare (8-12 anni), sia maschi che femmine, con diagnosi di dislessia. A tutti gli studenti sono stati somministrati:


  • Test metalinguistici e di lettura: lettura di parole, non parole, sillabe e fonemi
  • Test di comprensione scritta: brano con 8 domande a risposta multipla
  • Test di denominazione rapida: quattro tavole di stimoli con lettere, colori, numeri e oggetti

Il percorso si è articolato in 10 sessioni complessive:

  • 2 sessioni di valutazione iniziale
  • 6 sessioni di potenziamento effettivo
  • 2 sessioni di valutazione finale

L’efficacia del trattamento è stata calcolata con il metodo di Jacobson e Truax. I risultati hanno evidenziato miglioramenti significativi nei test di:

  • Identificazione
  • Metafonologia
  • Ripetizione di parole
  • Lettura di parole e non parole
  • Comprensione
  • Denominazione rapida

Desta molto interesse il miglioramento nelle competenze metafonologiche, che pure non sono state direttamente allenate. Secondo la teoria del doppio deficit [2], competenza fonologica e denominazione rapida contribuiscono all’abilità di lettura. Secondo gli autori, è possibile che il miglioramento dell’abilità di lettura abbia favorito anche la componente metafonologica.

Nonostante i risultati incoraggianti, è necessario sottolineare che lo studio presenta importanti limitazioni come la numerosità del campione. Tuttavia, si può già affermare che i primi risultati sono incoraggianti, in attesa di studi dove il pre e post test siano più distanziati, utilizzando un numero più alto di soggetti.

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