La Cochrane Review di Brady e coll. (2016) [1] ha preso in considerazione 57 interventi controllati e randomizzati su un totale di 3002 partecipanti.

  • 27 hanno mostrato risultati clinicamente e statisticamente significativi nella comunicazione funzionale del paziente, nella lettura, nella scrittura e nel linguaggio espressivo (ma i benefici, su numeri più ridotti, non erano mantenuti al follow-up)
  • 9 non hanno mostrato miglioramenti nella comunicazione funzionale
  • I miglioramenti funzionali erano significativamente superiori in coloro che avevano ricevuto sedute ad alta intensità, alta frequenza o comunque per periodi più lunghi. Tuttavia, aumentare l’intensità delle sedute, per molti pazienti, ha aumentato il rischio di abbandono del percorso riabilitativo.

Secondo gli autori, dunque, la terapia logopedica per l’afasia post-ictus è efficace in termini di miglioramento della comunicazione funzionale, della lettura, della scrittura e del linguaggio espressivo rispetto all’assenza di terapia. Ci sono alcune evidenze che supportano l’ipotesi di maggiori benefici a seguito di una maggiore intensità, frequenza e durata delle sedute, pur con il rischio di un maggior abbandono del perocorso.

L’afasia è un disturbo del linguaggio acquisito causato da un danno al cervello (solitamente all’emisfero sinistro). La causa può essere di diverso tipo (ictus, trauma cranico, tumore). In seguito alla diagnosi di afasia viene indicata la terapia logopedica. Quali sono le evidenze della sua efficacia?

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Sclerosi multipla e teleriabilitazionelettura e funzioni esecutive
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