I bambini con disturbo di linguaggio possono manifestare difficoltà nelle capacità narrative sia in comprensione (minor numero di risposte corrette dopo l’ascolto di un brano) sia in produzione (racconti brevi e poco strutturati, lessico poco limitato).

Il ruolo delle competenze narrative nello sviluppo del bambino è indiscutibile: riveste, infatti, un ruolo centrale sia nella socializzazione che nell’apprendimento.

Esistono diversi approcci per migliorare le capacità narrative: la maggior parte si basano sull’identificazione degli elementi del racconto e sulla rielaborazione degli stessi da parte del bambino/ragazzo; altri metodi utilizzano le immagini in sequenza per aiutare la generazione di una storia.


Uno studio recente di Gillam e altri (2018) su 4 bambini (età 6,7-10,4) ha confermato l’efficacia di un intervento relativo alle capacità narrative, in questo caso utilizzando un programma chiamato SKILL (Supporting Knowledge of Language and Literacy, Gillam et al., 2014). Il programma (durata totale 6-8 settimane) era suddiviso in tre fasi con i seguenti obiettivi di insegnamento:

  • Struttura della storia e linguaggio causale (20 lezioni)
  • Strategie per creare un modello di situazione (18 lezioni)
  • Strategie per l’integrazione nella memoria a lungo termine (12 lezioni)

È interessante notare l’uso di icone per identificare ogni elemento della storia (fase 1) e l’uso di silent books (fasi 1 e 2) di cui ci occuperemo in un prossimo articolo.

Tutti i bambini hanno mostrato un miglioramento significativo per numero di parole (indice NDW, Number of Different Words) e complessità del racconto (MISL, Monitoring Indicators of Scholarity Language) rispetto a 2 bambini che non hanno intrapreso il trattamento e sono stati considerati come baseline; i miglioramenti sono stati mantenuti anche nel follow-up successivo.

In generale, si conferma l’importanza dell’uso di:

  • strategie per rafforzare la conoscenza della struttura della storia
  • strategie per rafforzare le capacità metacognitive
  • occasioni per comporre e valutare gli elementi relativi a narrazioni complesse
  • possibilità di modificare e creare proprie storie a partire da storie esistenti

Nonostante i risultati incoraggianti, sarebbe necessario:

  • Allargare il campione
  • Considerare l’impatto di alcune variabili, prima fra tutte l’età, sulla maggiore o minore efficacia del trattamento
  • Confrontare questi risultati con un trattamento analogo, ma effettuato in gruppo

Bibliografia

Gillam, S., Olszewski, A., Fargo, J., & Gillam, R. (2014). Classroom-based narrative and vocabulary instruction: Results of an early-stage, nonrandomized comparison study. Language, Speech, and Hearing Services in Schools, 45, 127–136.

Gillam, S., Olszewski, A., Squires, K., Wolfe K., Slocum T. & Gillam, R. (2018). Improving Narrative Production in Children with Language Disorders: an Early-Stage Efficacy Study of a Narrative Intervention Program. Language, Speech, and Hearing Services in Schools, 49, 197–212.

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