Da una ricerca[1] condotta negli Stati Uniti sembra di poter concludere di sì: le lodi funzionano meglio dei rimproveri.

L’interesse dei ricercatori era comprendere quale fosse la proporzione ottimale fra il numero di lodi e il numero di rimproveri, al fine di condurre i bambini a scuola a un miglior comportamento. A questo proposito sono state coinvolte molte classi provenienti da diverse città degli Stati Uniti, per un totale di circa 2500 bambini.

Gli insegnanti di metà delle classi coinvolte nello studio sono stati istruiti ad attuare un intervento di gestione proattiva della classe che si focalizzava sulle tipiche funzioni dei comportamenti problematici. Nella restante metà delle classi che hanno partecipato allo studio gli insegnanti hanno utilizzato invece il loro tipico approccio con gli alunni.


I ricercatori rilevavano il tempo trascorso dai bambini sulle attività proposte ed erano interessati a vedere se questo avesse a con il tipo di approccio adottati dagli insegnanti. Detto in altri termini, si rilevava quanto gli alunni rimanevano concentrati sui compiti da svolgere e se ci fosse differenza fra i due gruppi di bambini.

Da questa ricerca sono emersi i seguenti risultati di grande rilevanza:

  • C’era una relazione lineare fra il rapporto lodi/rimproveri e tendenza dei bambini a rimanere sul compito in corso di svolgimento. In pratica, tanto più erano alte le lodi rispetto ai rimproveri, tanto più si osservava collaborazione da parte degli alunni.
  • I bambini gestiti da insegnanti istruiti a incrementare il numero di lodi mostravano più concentrazione sulle attività da svolgere rispetto ai bambini gestiti dagli insegnanti che utilizzavano il loro approccio tipico.
  • Non sembra esserci un rapporto lodi/rimproveri oltre il quale si cominciano a osservare i miglioramenti nel comportamento; al contrario, i comportamenti desiderati sembrano crescere gradualmente con l’incremento delle lodi rispetto ai rimproveri.

In sintesi, per quanto possa sembrare controintuitivo, riporre l’attenzione sui comportamenti positivi sembra più utile rispetto a cercare di interrompere quelli negativi ponendo l’attenzione su questi ultimi.

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Un confronto tra tre diversi approcci allo studio
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