La definizione di intelligenza è qualcosa su cui la comunità scientifica non è mai riuscita a trovare un completo accordo. Non è strano quindi che anche rispetto alla plusdotazione intellettiva abbondino le descrizioni e che, al tempo stesso, queste siano tutte almeno parzialmente diverse fra loro.
Tuttavia, nella prassi clinica e di ricerca si è soliti stimare l’intelligenza tramite il quoziente intellettivo (QI) e questo parametro è quello che comunemente si utilizza per identificare la plusdotazione intellettiva.
Partendo da ciò, l’individuazione dei bambini plusdotati presuppone l’utilizzo di una scala intellettiva. In questo senso, il test più usato è la WISC-IV: si tratta però di uno strumento piuttosto lungo nella sua somministrazione, richiedendo circa 90 minuti nella versione base (10 subtest) e circa 120 minuti per la versione completa (15 subtest).
Solitamente, i punteggi usati valutare la presenza di plusdotazione, sono il già citato QI e l’Indice di Abilità Generale (IAG), cioè il quoziente intellettivo a cui vengono però sottratti i punteggi relativi alla memoria di lavoro e alla velocità di elaborazione (tenendo quindi soltanto le prove più strettamente connesse al ragionamento astratto).

Sulla base di queste premesse, alcuni ricercatori[1] si sono domandati se fosse possibile identificare correttamente i bambini plusdotati con una versione molto ridotta della WISC-IV, in modo da abbreviare notevolmente i tempi.
Per rispondere a questa domanda, gli studiosi hanno selezionato un gruppo di bambini composto sia da plusdotati che da individui di intelligenza nella norma (di tutte queste persone erano disponibili il QI, l’IAG e i punteggi nei singoli subtest); partendo dalle proprietà psicometriche della WISC-IV, hanno simulato cosa sarebbe accaduto somministrando soltanto alcuni subtest.

Sulla base di ciò, gli autori dello studio hanno selezionato 6 forme abbreviate di WISC-IV, alcune versioni composte da 2 soli subtest e altre versioni formate da 4 subtest; di queste, le migliori due risultavano essere le seguenti:

  • Somiglianze + Ragionamento con le Matrici;
  • Somiglianze + Vocabolario + Ragionamento con le Matrici + Disegno con i Cubi.

Tramite le simulazioni, la versione breve composta soltanto da Somiglianze e Ragionamento con le Matrici riusciva a individuare correttamente l’80% dei plusdotati identificati sulla base del QI e il 91% dei plusdotati identificati tramite l’IAG.

La versione abbreviata (ma più estesa della precedente) composta da Somiglianze, Vocabolario, Ragionamento con le Matrici e Disegno con i Cubi riusciva a individuare correttamente l’86% dei plusdotati identificati sulla base del QI e il 99% dei plusdotati identificati tramite l’IAG.

Successivamente, gli autori hanno testato le suddette versioni brevi sui casi reali, in modalità empirica.
Sulla base di questi dati, tra le versioni a 2 soli subtest, quella composta da Somiglianze e Ragionamento con le Matrici si confermava la migliore (con una sensibilità del 74% e una specificità del 98%).

Tra le forme abbreviate da 4 subtest, la migliore emersa dalla prova empirica risultava essere una versione composta da Somiglianze, Vocabolario, Concetti Illustrati e Disegno con i Cubi (con un 96% di sensibilità e un 100% di specificità).

Conclusioni

Stando a questi dati, una forma abbreviata della WISC-IV potrebbe risultare utile per un’identificazione rapida degli individui con plusdotazione intellettiva, soprattutto in situazioni con importanti vincoli temporali, visto che i subtest passerebbero da 10 a 4, o anche soltanto a 2.

Tuttavia, come sottolineano gli autori stessi della ricerca, l‘intento non deve essere quello di introdurre questa prassi in sostituzione di una valutazione più accurata; al contrario, questo dovrebbe rappresentare soltanto un primo passaggio per comprendere, con buona probabilità, quali bambini potrebbero essere plusodati, necessitando quindi di una successiva valutazione cognitiva più approfondita.