Titolo: Invecchiamento attivo: training per sostenere il funzionamento cognitivo negli anziani

Autori: Rossana De Beni, Michela Zavagnin, Erika Borella

Anno: 2020

Casa Editrice: Erickson

Premessa

I training cognitivi sono, per definizione, interventi di potenziamento cognitivo rivolti a persone in età senile, col fine di migliorare le performance nella vita di tutti i giorni. Visto il crescente invecchiamento della popolazione, le pubblicazioni nella letteratura specialistica su questo tema sono in costante aumento (Hudes, Rich, Troyer et al., 2019).

Nel panorama italiano, sono stati editi diversi libri rivolti agli operatori per strutturare interventi di stimolazione cognitiva individuali rivolti all’anziano con deficit soggettivi di memoria (Andreani Dentici, Amoretti e Cavallini, 2004) o alla persona con demenza (Bergamaschi, Iannizzi, Mondini, et al. 2007).

Descrizione

Come anticipato dal sottotitolo, si tratta di un training sviluppato per anziani con invecchiamento tipico o Mild Cognitive Impairment (MCI), da attuarsi in gruppo.


Dopo una parte introduttiva, in cui viene sinteticamente spiegato in cosa consista un training cognitivo, si illustra come sono strutturate le tre diverse tipologie di training proposte nel volume: training metacognitivo, strategico e training di memoria di lavoro. È inoltre presente un quarto tipo che combina i precedenti (combinato).

Vediamoli sinteticamente uno per uno.

Si definisce metacognitivo quel training che lavora sulle credenze associate alla memoria e sulle capacità di automonitoraggio. In un percorso di questo tipo sono fornite ai partecipanti informazioni sull’invecchiamento cognitivo fisiologico, sui sistemi di memoria e sull’interazione tra processi cognitivi e processi emotivi. Obiettivo è incrementare l’autoriflessione sulle credenze di ciascuno sottese al funzionamento della memoria e sulle strategie automaticamente adottate per memorizzare il materiale, automonitorando la loro efficacia.

In un training strategico saranno insegnate ai partecipanti strategie mnemoniche, ossia tecniche utilizzate più o meno consapevolmente per agevolare una più profonda codifica e una più pronta rievocazione del materiale da memorizzare (Gross & Rebok, 2011). Strategie utilizzabili potrebbero essere la suddivisione in categorie (serializzazione o categorizzazione), l’associazione a un’immagine mentale (imagery o visualizzazione) o la creazione di storie contenenti le parole target. Nella maggior parte degli studi sono utilizzate più strategie congiuntamente, nell’ipotesi che training che combinano più strategie possano essere più efficaci nel quotidiano (Gross, Parisi, Spira et al., 2012). Spesso inoltre, nella pratica clinica, i due interventi (metacognitivo e strategico) sono utilizzati congiuntamente.

Infine, in un training di memoria di lavoro ai partecipanti vengono proposte sequenze di materiale verbale (ad es. parole) e visuo-spaziale (ad es. posizioni in una matrice), a intervalli di tempo predefiniti, da aggiornare in memoria di momento in momento, chiedendo successivamente il recupero di target coerenti con le richieste del compito (ad es. “qual è la terzultima parola che ha sentito?”). Solitamente questo intervento è proposto con modalità individuali, ma ne esistono esperienze (Borella, 2010) sperimentate in gruppo. Nel training proposto nel volume i partecipanti ascoltano una lista di parole e sono invitati a produrre una determinata risposta quando sentono il nome di uno stimolo appartenente alla categoria target (ad esempio animali). Al termine della presentazione delle liste debbono richiamare gli stimoli target presentati nel corretto ordine.

Ogni training proposto nel volume include 5 sessioni. Ciascuna sessione è preceduta da un breve esercizio di mindfulness: nelle intenzioni delle autrici, tale proposta potrebbe avere effetti positivi sulla concentrazione.

Il volume include poi un’estensione online, con schede stampabili e ritagliabili, per costruire degli eserciziari da consegnare ai partecipanti come homework tra una sessione e l’altra.

Pro

  • È l’unico libro attualmente disponibile in lingua italiana a prevedere uno specifico training per la memoria di lavoro con target la terza età.
  • La letteratura mostra come la combinazione di training strategici e metacognitivi è più efficace dell’utilizzo di training singoli: in questo senso un training combinato, come quello proposto nel libro, potrebbe avere una maggiore utilità rispetto a training proposti singolarmente.

Contro

  • Ciascun training si sviluppa in solo cinque sessioni, numero che appare troppo esiguo per attendersi dei chiari effetti con generalizzazione nella vita quotidiana.
  • Il training strategico propone come materiali liste di parole e brani. Per una maggiore utilità nella vita quotidiana, sarebbe probabilmente opportuno proporre liste di parole ecologiche (ad esempio, una lista della spesa) e lavorare sulla memoria prospettica. Sappiamo che le difficoltà nella memoria prospettica sono tra le lamentele cognitive più diffuse nell’anziano normale (Mc Daniel & Bugg, 2012). Difatti, una buona percentuale delle informazioni che ciascuno è chiamato a memorizzare ogni giorno attiene questa tipologia di memoria: si tratta dunque di un compito molto saliente e impattante nel quotidiano.

Conclusioni

Questo nuovo volume dedicato alla stimolazione cognitiva “Invecchiamento attivo: training per sostenere il funzionamento cognitivo negli anziani” può essere utile al riabilitatore per strutturare un training incentrato sulla memoria di lavoro e/o per incrementare il ricorso a strategie per memorizzare informazioni nella vita di tutti i giorni. Il training è ridotto nelle sessioni (cinque per tipologia) e nella tipologia di esercizi, ma i compiti proposti possono costituire un’utile base per strutturare un training più ampio.

Bibliografia

Andreani Dentici, O., Amoretti, G. & Cavallini, E. (2004). La memoria degli anziani: una guida per mantenerla in efficienza. Erickson, Trento

Bergamaschi, S., Iannizzi, P., Mondini, S. & Mapelli, D. (2007). Demenza: 100 esercizi di stimolazione cognitiva. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Borella, E., Carretti, B., Riboldi, F. & De Beni, R. (2010). Working memory training in older adults: evidence of transfer and maintenance effects. Psychology and Aging, 25(4), 767-778.

De Beni, R., Zavagnin, M. & Borella, E. (2020). Invecchiamento attivo: training per sostenere il funzionamento cognitivo negli anziani. Erickson, Trento.

Gross, A.L., Parisi, J., M., Spira, A.P., Kueoder, A., Ko, J.Y., Saczynski, J.S. et al (2012). Memory training for older adults: a meta-analysis. Aging and Mental Health, 16(6), 722-734.

Gross & Rebok (2011). Memory training and strategy use in older adults: results from ACTIVE study. Psychology and Aging, 26(3), 503-517.

Hudes, R., Rich, J.B., Troyer, A.K., Yusupov, I. & Vandermorris, S. (2019). The impact of memory-strategy training interventions on participant-reported outcomes in healthy older adults: a systematic review and meta-analysis. Psychology and Aging, 34(4), 587 – 597.

Mc Daniel, M.A. & Bugg, J.M. (2012) Memory training interventions: what has been forgotten?. Journal of Applied Research in Memory and Cognition, 1(1), 58-60.

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