Quello della riabilitazione neuropsicologica nella sclerosi multipla non è per noi un argomento nuovo. Per esempio, abbiamo parlato di diversi approcci riabilitativi in questo contesto. Solitamente però le ricerche si concentrano su persone con la forma di sclerosi multipla recidivante-remittente oppure non specificano il modo in cui viene selezionato il campione. Nella ricerca[1] di cui vi parliamo oggi, invece, gli studiosi si sono incentrati sulla forma secondariamente progressiva e hanno voluto testare un trattamento computerizzato focalizzato su diversi domini cognitivi.

La ricerca

In questo studio un gruppo di 36 persone con sclerosi multipla secondariamente progressiva è stato suddiviso in 2 sottogruppi:

  1. Il primo sottogruppo (19 persone) è stato sottoposto a un trattamento di 8 settimane (3 sessioni a 45 minuti ciascuna a settimana) in cui venivano allenate diverse componenti cognitive quali attenzione e concentrazione, attenzione divisa, memoria visiva, memoria verbale, ragionamento logico e funzioni esecutive.
  1. Il secondo sottogruppo (17 persone) è stato invece sottoposto a un trattamento di controllo (cioè una serie di esercizi, di durata analoga a quella del sottogruppo sperimentale, col presupposto che in questo caso non dovrebbero sortire effetti rilevanti), per esempio tramite l’utilizzo di puzzle da ricomporre o testi da leggere e comprendere.

Tutti i partecipanti, sia prima che dopo il trattamento, sono stati valutati con una breve batteria neuropsicologica molto utilizzata nell’ambito della sclerosi multipla, la BICAMS, con l’aggiunta di scale per la depressione (BDI-FS), la fatica (MFIS) e la qualità di vita (EuroQol EQ-5D), tutto ciò con lo scopo di osservare gli effetti del training e confrontare i due sottogruppi.


I risultati

Confrontando i due sottogruppi alla fine del periodo di riabilitazione neuropsicologica emerge che le persone sottoposte al training computerizzato mostravano incrementi decisamente superiori alle altre persone nelle prove di memoria verbale, memoria visuo-spaziale e velocità di elaborazione. Inoltre, le stesse persone mostravano benefici rispetto al proprio tono dell’umore, alla fatica percepita e alla propria qualità di vita.

Va aggiunto che in tutte le variabili considerate gli effetti apparivano come molto grandi, denotando quindi una grande rilevanza clinica di questi risultati.

Conclusioni

Dai dati di questo studio sembrerebbe che anche le persone con sclerosi multipla secondariamente progressiva possano beneficiare di un trattamento computerizzato. Questa modalità di trattamento ha l’importante vantaggio di poter essere utilizzata a casa dei pazienti e senza la presenza del professionista, rendendo il tutto molto più economico e semplice da realizzare.

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