L’ADHD, un disturbo neuroevolutivo di cui abbiamo già parlato (per esempio, qui), si caratterizza molto spesso per deficit nelle capacità attentive e nelle funzioni esecutive. Si tratta di un aspetto su cui da anni vengono condotte molte ricerche, soprattutto su modalità di intervento di tipo computerizzato. Questo di approccio presenta molti pregi potenziali, tra i quali un costo relativamente basso e scarsi effetti collaterali.

Hollins e collaboratori[1] hanno condotto una ricerca proprio per studiare gli effetti di un particolare strumento informatico per potenziare i deficit attentivo-esecutivi spesso presenti nell’ADHD. La piattaforma utilizzata, pur utilizzando una veste ludica, si incentra sul controllo attentivo, in particolare sulla flessibilità cognitiva, l’attenzione divisa e l’attenzione selettiva. Gli autori dello studio erano interessati a testare l’efficacia e l’utilizzabilità del software in questo ambito.

La ricerca

Un gruppo di 180 bambini, per 20 sessioni, ha utilizzato la suddetta piattaforma (5 sessioni a settimana da 25 minuti al giorno) mentre un altro gruppo di 168 bambini ha utilizzato, per una durata analoga, un compito di controllo (basato su giochi di parole) che non andasse a stimolare le stesse funzioni cognitive su cui si incentra il trattamento sperimentale e che non rientrano nei deficit specifici dell’ADHD.


Per testare gli effetti del trattamento, entrambi i gruppi di bambini sono stati sottoposti a valutazione degli aspetti di attenzione sostenuta e inibizione, sia prima che dopo la fine del trattamento, confrontando il software con il compito di controllo, per valutare se la piattaforma per lavorare sugli aspetti attentivo-esecutivi fosse realmente efficace.

Inoltre, i genitori dei bambini coinvolti nella ricerca hanno compilato delle scale standardizzate riguardanti i sintomi correlati all’ADHD; questo allo scopo di osservare se le eventuali modificazioni osservate nei test fossero visibili ai genitori anche nel contesto quotidiano.

Rispetto agli obiettivi principali della ricerca, il trattamento computerizzato ha portato le persone che vi si erano sottoposte a miglioramenti consistenti nei test di attenzione e, inoltre, riusciva ad essere ben tollerato (mediamente venivano svolte l’83% delle sessioni previste).

Riguardo invece alle scale riguardanti i sintomi dell’ADHD, sebbene globalmente i genitori di entrambi i gruppi (quelli che hanno utilizzato il software e quelli che hanno utilizzato altro) riportino gli stessi miglioramenti, se si analizzano soltanto i risultati dei bambini con una recente storia di utilizzo di farmaci per l’ADHD, si notano miglioramenti più grandi nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo.

Conclusioni

Questo studio sembra indicare la possibilità di migliorare alcuni aspetti cardine dell’ADHD, in particolare quelli rilevabili da specifici di performance attentive, tramite l’utilizzo di particolari programmi computerizzati, che in alcuni casi possono avere anche una veste ludica, aumentando quindi la collaborazione da parte dei bambini.

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