L’importanza della consapevolezza fonologica

La consapevolezza fonologica si riferisce all’abilità metalinguistica di riflettere sul flusso della lingua parlata e di manipolare le parti che compongono le parole: sia le singole unità del suono, quindi i fonemi, che le unità più grandi, come le sillabe o le rime (ad es. Tunmer & Rohl, 1991). 

Si tratta quindi un costrutto multidimensionale che può essere valutato attraverso un’ampia gamma di test, come ad esempio la cancellazione del fonema iniziale o finale, la segmentazione fonemica ed il riconoscimento delle rime. 

Un sottoinsieme della consapevolezza fonologica è la consapevolezza fonemica, ovvero l’abilità di riflettere sui singoli fonemi che formano la lingua parlata e di manipolarli (Yopp & Yopp, 2000).  

La consapevolezza fonologica risulta essere strettamente legata alle abilità di lettura ed è quindi da valutare in occasione di diagnosi di DSA. Nella letteratura scientifica non è però ancora stata presa una posizione univoca a riguardo: vi sono autori che sostengono che la consapevolezza fonologica sia uno dei prerequisiti più importanti, nonché elemento predittore delle successive abilità di lettura (ad esempio, Hulme et al., 2015; Ziegler e Goswami, 2005), altri invece propongono una dipendenza reciproca tra consapevolezza fonologica ed acquisizione della fluidità nella lettura (ad esempio, Duncan et al., 2013; Perfetti et al., 1987; Stanovich, 2009; Wagner et al., 1994) ed altri ancora sono dell’idea che lo sviluppo delle abilità di lettura e ortografia faciliti lo sviluppo della consapevolezza fonologica (Ehri, 1989).

Il test PASTA

Le dottoresse Anna Cardis e Maria Chiara Fastame hanno pubblicato un nuovo strumento testico per valutare una dimensione della consapevolezza fonemica, ovvero l’abilità di fondere dei fonemi per comporre dei neologismi: Il PASTA- Phonemic awareness of  schoolers test assessment.  Questo test è già stato premiato in occasione della presentazione preliminare al 29° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (AIRIPA). 

La novità proposta dal PASTA è la manipolazione dei suoni che compongono neologismi. Il PASTA è stato infatti ideato per valutare la capacità di fondere sequenze di fonemi presentati acusticamente al fine di comporre neologismi.

Le non-parole di questo test sono state progettate per evitare l’anticipazione lessicale e la facilitazione del richiamo, in questo modo la prova viene sostenuta utilizzando solo l’accesso fonologico. La versione attuale del PASTA comprende 16 sequenze di fonemi che formano 16 pseudoparole. 

Una volta presentata acusticamente la sequenza di suoni, per esempio: D-U-R-T-A, i bambini devono memorizzare temporaneamente i fonemi nell’ordine corretto, dopodiché fonderli ed infine dire il neologismo corrispondente.  

Ad ogni parola corretta viene assegnato 1 punto. Il processo di valutazione risulta così rapido e diretto.

Gli items del test sono consultabili all’appendice A dello studio open access al link https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pits.22891 .

Per lo studio di pubblicazione del test è stato analizzato un campione di 627 bambini e bambine di madrelingua italiana dalla 3* alla 5* elementare a sviluppo tipico.

La batteria utilizzata per questo studio comprendeva, oltre al PASTA,  test che vengono solitamente somministrati per valutare le abilità verbali dei bambini in età scolare, come ad esempio il test di scrittura di frasi DDE-2 (Sartori et al., 2007) ed il test di lettura MT  (Cornoldi & Colpo, 1998).

Nello studio sono state documentate associazioni significative tra il PASTA e i punteggi dei test di fusione di parole, vocabolario, memoria di lavoro verbale, lettura e scrittura, mostrando così la validità convergente del nuovo test di consapevolezza fonemica.

Anche la consistenza interna del PASTA è risultata nel complesso buona.

In uno studio antecedente di Fastame et al. (2018), il PASTA è risultato inoltre in grado di rilevare le differenze di prestazione tra alunni con dislessia e coetanei con sviluppo tipico, che hanno mostrato punteggi maggiori. Il campione totale di questo studio era composto da 54 bambini e bambine.

Il PASTA risulta quindi essere uno strumento utile e affidabile per la valutazione dell’elaborazione fonologica nelle classi 3°- 5° della scuola primaria e per rilevare gli alunni italiani a rischio dislessia!

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Bibliografia

Cardis, A., & Fastame, M. C. (2023). Phonemic awareness of schoolers test assessment (PASTA): A pseudoword blending task for Italian pupils. Psychology in the Schools, 1–18. https://doi.org/10.1002/pits.22891

Cornoldi, C., & Colpo, G. (1998). Prove di lettura MT per la scuola elementare—2 [The MT reading test for the primary school‐ 2]. Organizzazioni Speciali.

Duncan, L. G., Castro, S. L., Defior, S., Seymour, P. H. K., Baillie, S., Leybaert, J., Mousty, P., Genard, N., Sarris, M., Porpodas, C. D., Lund, R., Sigurðsson, B., Þráinsdóttir, A. S., Sucena, A., & Serrano, F. (2013). Phonological development in relation to native language and literacy: Variations on a theme in six alphabetic orthographies. Cognition, 127, 398–419. https://doi.org/10.1016/j.cognition.2013.02.009

Ehri, L. C. (1989). The development of spelling knowledge and its role in reading acquisition and reading disability. Journal of Learning Disabilities, 22, 356–365. https://doi.org/10.1177/002221948902200606

Fastame, M. C., Cardis, A., & Callai, D. (2018). Assessing phonological awareness in Italian children with and without developmental dyslexia: The contribution of a new pseudo‐word blending task. School Psychology International, 39, 470–489. https://doi.org/10.1177/0143034318791214

Hulme, C., Nash, H. M., Gooch, D., Lervåg, A., & Snowling, M. J. (2015). The foundations of literacy development in children at familial risk of dyslexia. Psychological Science, 26, 1877–1886. https://doi.org/10.1177/0956797615603702

Perfetti, C., Beck, I., Bell, L., & Hughes, C. (1987). Phonemic knowledge and learning to read are reciprocal: A longitudinal study of first grade children. Merrill‐Palmer Quarterly, 33, 283–319

Sartori, G., Job, R., & Tressoldi, P. E. (2007). Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva (DDE‐2), [Battery for the assessment of developmental dyslexia and disortography (DDE‐2)]. Organizzazioni Speciali

Stanovich, K. E. (2009). Matthew effects in reading: Some consequences of individual differences in the acquisition of literacy. Journal of Education, 189, 23–55. https://doi.org/10.1177/0022057409189001-204

Tunmer, W. E., & Rohl, M. (1991). Phonological awareness and reading acquisition. In D. J. Sawyer & B. J. Fox, (eds.), Phonological Awareness in Reading. The Evolution of Current Perspectives (pp. 1–30). Springer.

Wagner, R. K., Torgesen, J. K., & Rashotte, C. A. (1994). Development of reading‐related phonological processing abilities: New evidence of bidirectional causality from a latent variable longitudinal study. Developmental Psychology, 30, 73–87. https://doi.org/10.1037/0012-1649.30.1.73

Yopp, H. K., & Yopp, R. H. (2000). Supporting phonemic awareness development in the classroom. The Reading Teacher, 54, 130–143
Ziegler, J. C., & Goswami, U. (2005). Reading acquisition, developmental dyslexia, and skilled reading across languages: A psycholinguistic grain size theory. Psychological Bulletin, 131, 3–29. https://doi.org/10.1037/0033-2909.131.1.3